“Io rispetto i patti. Se Forza Italia prende un voto più di noi, sceglie il presidente del Consiglio. E purché accetti il programma che abbiamo firmato tutti, non ci sono veti”. Così Matteo Salvini in una intervista al Quotidiano Nazionale. Anche se si trattasse di Tajani o di Draghi, e cioè del presidente del Parlamento europeo o del presidente della Bce? “Se sceglie Forza Italia sceglie Forza Italia. Ripeto, se condivide il programma, non ci saranno problemi” ma “non è affatto detto che FI prenda quel voto in più. Siamo vicini, ma ci sono tanto indecisi che sento hanno fiducia in noi. Conto che questo diranno i voti veri”. Poi spiega il perché non vi siano iniziative elettorali comuni del centrodestra: “Quando c’è un programma comune non serve fare come i Pooh o i Rolling Stones che si riuniscono sul palco: ognuno va a spiegarlo dove crede”, “a me interessa ciò che abbiamo sottoscritto. Poi su alcuni temi Berlusconi fa le sue esternazioni, però governiamo insieme in Veneto, Lombardia e Liguria: possiamo farlo per tutta l’Italia”. Esclude poi un accordo post-voto con M5s: “Assolutamente no. I mega-accordi, gli inciuci non mi interessano”, “tutti i sondaggi dicono che l’unica maggioranza possibile è quella del centrodestra, perché Pd e cinquestelle sono dietro di dieci punti. Mi auguro che sia una maggioranza larga, che non dipenda da una sola persona. Se però non ci fosse, la Lega non partecipa a nessun tipo di governo con altri”. La possibilità che Berlusconi faccia un governo con Renzi c’è? “No. Mi fido di lui. Anche perché si è bruciato abbastanza con Monti e con Letta e non credo proprio che ci voglia riprovare”. (19 feb – red)