“Può darsi che il messaggio della Lega o degli euroscettici abbia più presa sull’elettorato, ma di sicuro soffiare sulle paure della gente non può essere la soluzione”. Lo afferma Emma Bonino, leader di +Europa, in una intervista a La Stampa. E sottolinea: “Per l’Embraco la risposta del governo e del ministro Calenda è stata di rottura con i vertici aziendali. La strada è giusta e bisognerà riaprire la trattativa perché non esistono soluzioni miracolose. Tanto sul lavoro quanto sui migranti”, “l’Europa deve superare il trattato di Dublino e cercare una cooperazione rafforzata sul tema dei migranti, come del resto sta facendo sulla difesa e sull’economia con l’asse franco-tedesco”. Quindi in vista delle elezioni precisa: “A me interessano gli indecisi, quelli che pensano che sia già tutto scritto. Faccio appello a loro per un gesto di responsabilità. E vi chiedo: che fine ha fatto quel 10 per cento di votanti che nel 2013 aveva dato la fiducia a Scelta civica di Monti? Esiste una borghesia liberale in Italia?”, “penso che dopo tre anni in cui abbiamo rottamato, a parole o nei fatti quasi tutto, l’Italia abbia bisogno di essere rassicurata. E Gentiloni è un premier che potrebbe restare”. In un ipotetico governo di larghe intese chi non dovrebbe esserci? “Non ci vedo bene i populisti, i violenti e il blocco sovranista, da Fratelli d’Italia alla Lega. Ma anche il M5S il cui leader, Di Maio, ha opinioni ‘geografiche’”: cambiano a seconda di dove parla”. E di se stessa dice: “Non ho l’obiettivo di rubare voti a nessuno. Semmai quello di portare alle urne gli indecisi, tentando di fare una campagna elettorale basata sulla verità”, “tutti fanno proposte mirabolanti ma non tengono conto del debito pubblico. E dei riflessi che le promesse hanno sui nostri alleati europei: danno un senso di estrema fragilità politica”. Pensa che l’Italia sia pronta alla prima premier donna? “Sarebbe un simbolo. Ma il problema del maschilismo è strutturale, nei partiti come in questo Paese”. (20 feb – red)
