Basilea – Le politiche in materia di cannabis sono uno degli argomenti più dibattuti a livello globale. In questo contesto si inserisce lo studio dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc) pubblicato su “International Journal of Environmental Research and Public Health”, basato sui dati riguardanti più di 300mila studenti delle scuole superiori e raccolti in 20 stati europei nel corso di 20 anni dai ricercatori partecipanti allo studio ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs), coordinato da Sabrina Molinaro del Cnr-Ifc. Lo studio ha preso in esame la percezione della disponibilità della sostanza e l’uso nei giovani consumatori occasionali (una o due volte nell’anno) e frequenti (20 o più volte nel corso del mese). “Per i consumatori non frequenti non si rilevano aumenti significativi nella percezione della disponibilità nei paesi che hanno decriminalizzato o depenalizzato il possesso personale di cannabis. È però diminuita di quasi 6 punti percentuali la percezione di disponibilità in alcuni paesi dove le sanzioni sono state aumentate, come in Italia tra il 2007 e il 2014 – spiega Sabrina Molinaro, ricercatrice Cnr-Ifc -. Tuttavia, tale cambiamento nella percezione di disponibilità è rilevato esclusivamente fra gli utilizzatori occasionali, mentre per i consumatori la capacità di accesso alla sostanza rimane sostanzialmente invariata al cambiare della normativa”. (9colonne)

