111 studenti, 22 squadre da 21 università italiane, donne in maggioranza (59%) con il 5% di stranieri. Sono i partecipanti alla sesta edizione della “Competizione Italiana di Mediazione”, che si tiene in questi giorni a Milano, oggi in Camera di commercio, ieri e domani in Università Statale. La competizione è organizzata dalla Camera Arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, in collaborazione con l’Università Statale di Milano. Simulano una disputa di natura legale, interpretando il ruolo di avvocati e parti a confronto su controversie come la costruzione di una strada in una valle ad alto valore paesaggistico ed etnografico, che vede su fronti contrapposti l’amministrazione comunale e un’associazione locale, ma anche la lite tra un ricercatore universitario in criminologia ed una casa editrice sulla pubblicazione di un saggio. Ha dichiarato Marco Dettori – presidente della Camera Arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano: “Con questa iniziativa puntiamo a creare un ponte tra le università con il mondo del lavoro e a diffondere l’utilizzo della mediazione come strumento di risoluzione delle controversie”. Ha aggiunto Luigi Cominelli, che è docente di Mediazione e negoziazione alla Statale e fa parte del Comitato organizzatore della CIM: “L’esperienza delle competizioni studentesche è sempre enormemente apprezzata dagli studenti, che hanno modo di sviluppare le proprie competenze relazionali e professionali in maniera molto efficace”.
CRESCITA CULTURALE – E secondo le Università bisogna partecipare alle competizioni per imparare il lavoro di gruppo (86%) anche se bisogna fare più pratica (71%) e sapere meglio le lingue (68%). Tra i vantaggi di questa full immersion per studenti l’esperienza di crescita culturale e generale (76%) e conoscere gli aspetti anche etici di quella che sarà la futura professione (52%). Mentre gli ostacoli più grandi per gli studenti sono la scarsa abitudine alle esercitazioni pratiche (71%) e a gestire la conflittualità (62%) come la mancanza di abitudine a parlare in pubblico (57%). Le università partecipanti. Bari, Bergamo, Bicocca (Milano), Bocconi (Milano), Camerino, Cattolica (sede di Piacenza), Firenze, Genova, LUISS (Roma), Milano Statale (organizzatore), Parma, Pavia, Pegaso (Università Telematica), Sassari, Siena, Torino, Salento (Lecce), Ferrara (sede di Rovigo), Piemonte Orientale (sede di Alessandria), Urbino e Verona. Sono 21 le Università provenienti da tutta Italia per partecipare alla “Competizione Italiana di Mediazione”, giunta alla sesta edizione. La gara, che coinvolge 111 studenti, si svolge in questi giorni presso l’Università degli Studi di Milano e in Camera di commercio, presso la Camera Arbitrale di Milano. (Red – 23 feb)