“Chiamerei vittoria essere il primo gruppo parlamentare”. Così Matteo Renzi in una intervista alla Stampa. E su Gentiloni candidato premier precisa: “Questa legge elettorale non prevede la figura del candidato premier. Chi sarà il premier lo deciderà Mattarella in base alle dinamiche post-elettorali. Il segretario, invece, lo scelgono le primarie”. E precisa: “Per quanto riguarda un governo coi Cinque stelle: noi non faremo mai nessun governo con gli estremisti”, “stanno dentro l’Europa o fuori? Sono per l’obbligatorietà dei vaccini o no? La realtà s’incarica di dimostrare che le prese di posizione del M5S sono profondamente lontane da ciò che l’Italia ha sempre conosciuto”. Ma smentisce anche un canale per possibili larghe intese Pd-Forza Italia: “Smentisco che esista, nel modo più categorico”. Visto il ritorno a un sistema in gran parte proporzionale, sarebbe il caso di adottare un metodo più largo di elezione dei presidenti delle Camere? “Fateci fare l’ultima settimana di campagna e vediamo. Il ragionamento di per sé non fa una grinza, visto che siamo tornati a un modello istituzionale ben diverso da quello che sognavo”. Interrogato poi se sia disponibile a concedere un congresso anticipato dopo le elezioni risponde: “Almeno per questa settimana discutiamo di cosa vogliamo fare. Quel che succederà al Pd lo vedremo dopo”. Poi difende la candidatura di Boschi: “Ha lavorato molto bene: decine di riforme sono state approvate in questi anni anche grazie al suo lavoro. Si concentra l’attenzione solo su qualcuno, che in questi anni ha fatto molto bene in Parlamento”. Inoltre sostiene che “la flat tax non è una novità, Berlusconi la propone ogni cinque anni, è un’idea credibile come Babbo Natale. Noi abbiamo lavorato sull’articolo 18, l’Irap costo del lavoro, industria 4.0: la concretezza del lavoro fatto in questi anni a mio giudizio meriterebbe un riconoscimento diverso. La nostra esperienza di governo ha dalla sua i fatti”. (26 feb – red)
