“La squadra con cui ragionare e governare è quella di centrodestra”, “la squadra a cui mancano meno numeri per avere la maggioranza alla Camera e al Senato”. Il leader della Lega Matteo Salvini mette i paletti e in conferenza stampa nella sede del partito di via Bellerio a Milano esclude con nettezza “coalizioni strane” (“Mi incontrerò con tutti, anche con la Boldrini, ma non mi piace cambiare squadra a partita in corso”). “È una vittoria straordinaria che ci carica di orgoglio, gioia e responsabilità: milioni di italiani ci hanno chiesto di riprendere per mano questo Paese” esordisce il numero uno del Carroccio, aggiungendo: “Sono uso mantenere la parola data con milioni di italiani, che riguarda un impegno con una coalizione di centrodestra con cui abbiamo il diritto e il dovere di governare”. “La Lega ha vinto nel centrodestra e resterà alla guida del centrodestra” ribadisce Salvini, che esclude “governi di scopo, governi a tempo, governi istituzionali. La squadra è quella con cui abbiamo giocato la partita”. Sui rapporti interni al centrodestra il leader della Lega chiarisce: “Non ho ancora sentito Berlusconi, lo sentirò dopo: ma gli accordi fra amici sono chiari: quello faremo e quello farà”. “Nel centrodestra – aggiunge – l’accordo prevedeva che chi avesse preso più voti avrebbe avuto l’onore e l’onere di guidare il Paese fuori dalle sabbie mobili, la squadra è pronta”. Anche se, puntualizza il leader del Carroccio, “deciderà il presidente della Repubblica qual è il presidente del Consiglio con numeri più vicini alla realtà”. Da Salvini arriva poi un duro affondo contro il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker (“ringrazio Juncker per le parole in campagna elettorale, perché più parla e più voti prendiamo, speriamo resti presidente della Commissione europea il meno possibile”) e una precisazione sull’euro e sull’Europa: “L’euro è e rimane una moneta sbagliata e una scelta sbagliata, ma i referendum di cui parla qualcun altro non sono pensabili e sarebbero un problema”. “Al governo lavoreremo per cambiare trattati e vincoli europei” aggiunge il leader della Lega, sottolineando che “il sistema della moneta unica è destinato a finire non perché lo dice Salvini ma perché lo vuole il buon senso e l’economia reale”. “Ora comincia il ritornello dello spread. Il voto di ieri dice che per l’Italia decidono gli italiani e i mercati non hanno nulla da temere, anzi” puntualizza Salvini, visto che “tasse più basse e giustizia più veloce dovrebbero stimolare gli investimenti” ma “per l’Italia decidono gli italiani, non Berlino o lo spread”. (Roc – 5 mar)