Roma, 9 mar – “Il rapporto delle donne con la tecnologia nel mondo arabo non dipende solo dalle donne, ma dalla possibilità del loro accesso alle tecnologie e alle infrastrutture. In Tunisia parlare di internet significa dover fare i conti con una rete a cui si accede con difficoltà, con una diffusione non ampia dei laptop, con computer e telefoni che costano molto. Le donne giornaliste nel mio paese non solo sono meno numerose degli uomini, ma di solito sono assunte in tv a puro scopo decorativo: la donna è un oggetto su cui non ci si concentra per ottenerne un valore aggiunto. Spero che da qui a 5 anni l’accesso sia più facile e il numero aumenti. Certo è che già ora con i social media, Facebook soprattutto, molte hanno iniziato a fare video e a lanciare lì le proprie storie poiché non trovano spazio nei canali tradizionali”, così Asma Kaouech, avvocato e attivista tunisina, Sacharov Fellow del parlamento europeo nel 2016, in occasione del convegno “Donne Media e Tecnologie”, organizzato questa mattina alla Casa del Cinema di Roma. (PO / Bur)