“Una legislatura senza nessuna maggioranza di governo può apparire fallita in partenza; ma può rivelarsi la legislatura che segna la svolta della storia repubblicana”, “rovesciamo il punto di partenza. Fin dal primo giorno, la discussione è stata su quale governo fare, e lo è tuttora. Se invece proviamo a chiederci qual è l’obiettivo di questa legislatura, lo schema può cambiare”. Lo afferma il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, in una intervista al Corriere della Sera: “mi pare una buona occasione per evitare gli errori delle precedenti legislature sul tema delle riforme istituzionali”, “noi siamo sotto nei numeri, ma i poli sempre tre restano. E’ il momento di scrivere le regole tutti insieme. Le riforme a maggioranza non funzionano; ma siccome oggi nessuno ha la maggioranza, il quadro è perfetto per fare le riforme, perché nessuno le può imporre agli altri”, “monocameralismo e legge elettorale. L’insieme di questi elementi può dare stabilità al sistema Paese. Non ho nessun titolo per impegnare il Pd: mi rivolgo a Di Maio, a Salvini, a Berlusconi, a Martina e al mio stesso partito; da una situazione che pare perduta può nascere un meccanismo virtuoso. Questa può essere la legislatura perfetta”. E conclude: “Il governo diventa figlio di questo schema. Dovrebbe accompagnare e acconsentire il processo. Certo non per un tempo infinito”, “non mi inoltro nella discussione sulle formule. Il tema compete al presidente della Repubblica. Faccio una proposta; vediamo i sì e i no all’idea di una legislatura costituente. Tenendo conto che invece i governi di cui si parla in questi giorni sono tutti governi contro natura”. (14 mar – red)
