Era uno scienziato di fame mondiale, ma era anche un’icona pop: è comparso nella serie tv The Big Bang Theory, perfino i Simpson gli avevano dedicato un episodio, un film (“La teoria del tutto” del 2014) che era valso l’Oscar a Eddie Redmeyne aveva raccontato la sua vita e nel 2016 era uscita anche una serie tv col suo nome. E la sua voce sintetizzata è presente anche in un brano dei Pink Floyd del 1994, “Keep talking”. Stephen Hawking è morto oggi a Cambridge all’età di 76 anni: era malato da anni di una forma di sclerosi che lo costringeva all’immobilità e a comunicare tramite un sintetizzatore vocale. Nonostante questo, non avevo mai smesso di studiare, lavorare, ricercare la verità nel campo della fisica, della cosmologia, della matematica e dell’astrofisica: molti dei suoi studi, tra cui appunto quelli sulla teoria del tutto dapprima sostenuta poi smontata, gli studi sui buchi neri, sull’origine dell’universo, le sue credenze circa la vita extraterrestre e la necessità per l’uomo, in un futuro prossimo, di creare colonie su altri pianeti, hanno influenzato gli ultimi 50 anni della ricerca scientifica di tutto il mondo. Tantissimi i messaggi di cordoglio di oggi per la sua scomparsa, a partire da quella della Nasa, che pubblica le foto degli astronauti Rick Mastracchio e Koichi Wakata a bordo della Stazione Spaziale Internazionale durante la missione del 2014 “in memoria di Stephen Hawking, un rinomato fisico e ambasciatore della scienza. Le sue teorie hanno sbloccato un universo di possibilità che noi e il mondo stiamo esplorando. Che tu possa continuare a volare come Superman in microgravità, come hai detto agli astronauti del International Space Station nel 2014”. Ma c’è anche il saluto più pop, quello dei produttori di The Big Bang Theory: “i E ‘ stato un onore averlo sulla teoria del Big Bang. Grazie per aver ispirato noi e il mondo”.
(Sis)