Bruxelles – “Nel settore dell’economia circolare l’Italia è molto avanti, sia a livello europeo che mondiale: questo deriva un po’ dalla povertà di materie prime che ci ha contraddistinto da sempre e un po’ dalla nostra inventiva e creatività”: così l’amministratore delegato e direttore generale di Enel, Francesco Starace, presentando lo studio curato da Enel insieme alla Fondazione Symbola, dal titolo “100 italian circular economy stories”, dedicato alle filiere, le tecnologie e i campioni dell’economia circolare made in Italy. Tra i grandi Paesi europei, come certifica Eurostat, siamo infatti quello con la quota maggiore di materia circolare impiegata dal sistema produttivo: quasi un quinto del totale (18,5%), ben davanti alla Germania (10,7%) unico paese più forte di noi nella manifattura. Sempre secondo Eurostat l’Italia, con 256,3 tonnellate per milione di euro di prodotto, è il più efficiente tra i grandi Paesi europei nel consumo di materia dopo la Gran Bretagna, avendo dimezzato il consumo rispetto al 2008; inoltre, siamo secondi per riciclo industriale con 48,5 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi avviati a recupero (dopo la Germania ma prima di Francia, Regno Unito e Spagna): un recupero che fa risparmiare energia primaria per oltre 17 mln di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno, ed emissioni per circa 60 mln di tonnellate di CO2. (9colonne)