“Per me più che iniziare una nuova legislatura continua il lavoro che abbiamo iniziato 5 anni fa, che dobbiamo portare avanti per completare le cose che non siamo riusciti a terminare e per avviare nuovi progetti”: così a 9colonne il senatore del Pd Francesco Giacobbe, eletto all’estero nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, dopo la registrazione a Palazzo Madama dove è al suo secondo mandato. Per il Pd si profila un ruolo di opposizione “ma la nostra concezione della politica è di rappresentanza degli elettori, nei seggi all’estero si viene eletti non solo territorialmente, ma anche con le preferenze quindi dobbiamo istaurare un rapporto con gli elettori che ci permetta di poter ascoltare le loro esigenze e contribuire un po’ alla soluzione di alcuni problemi. Si tratta inoltre di aiutare l’Italia a promuoversi meglio nelle zone in cui siamo eletti”. “Da un lato – spiega ancora Giacobbe – c’è la garanzia dei diritti di cittadinanza, dai servizi consolari al sistema pensionistico, poi c’è un’assistenza che va al di là del diritto di cittadinanza come quella per il riconoscimento delle qualifiche professionali e dei titoli di studio, specie nel mondo moderno in cui la globalizzazione porta a fare esperienze di lavoro in diversi Paesi: si sta creando una nuova generazione di lavoratori che si spostano da un Paese all’altro e rischiano di arrivare al pensionamento senza alcuna garanzia sia per la copertura previdenziale che per l’equipollenza di qualifiche professionali e titoli di studio, specie per i figli”. “E poi c’è il terzo campo di azione – continua il senatore del Pd – che è quello di assistere l’Italia nella sua promozione all’estero: qui noi pensiamo di poter offrire una visione leggermente diversa da chi abita in Italia, perché siamo ‘ricevitori’ di quello che fa il nostro Paese e possiamo giudicare sulla base dell’efficacia e dell’efficienza dei programmi di promozione, il cui primo passo riguarda la lingua e la cultura per poi cercare di facilitare l’interscambio economico”. Uno dei nodi che Giacobbe pensa di affrontare subito in questa legislatura “è quello del riconoscimento della cittadinanza italiana a chi l’aveva persa prima del 1992, a causa di legislazioni locali che in particolare riguardano l’Australia e gli Stati Uniti. I nostri concittadini non hanno potuto usufruire dell’opzione per il riacquisto della cittadinanza. L’altro campo di impegno è un esame molto approfondito di come promuoviamo la cultura italiana nel mondo”. (Roc – 21 mar)