“Bianca, bianca, bianca, bianca…”: niente sembrava, nel corso della prima seduta per l’elezione del presidente di Palazzo Madama, interrompere la monotona sequenza di schede senza un nome, letta nello spoglio della prima votazione dal presidente provvisorio del Senato Giorgio Napolitano (“un omaggio a Nanni Moretti” ha commentato il senatore di diritto a vita con riferimento al celebre film del regista). La fumata nera al primo scrutinio era arrivata con 312 schede bianche e 5 voti dispersi, tra cui uno per lo stesso presidente emerito della Repubblica. Nel primo pomeriggio, una nota di Forza Italia ribadiva “l’indicazione di voto del Senatore Paolo Romani come candidato della coalizione di centrodestra” al terzo scrutinio. Ma prima di entrare a Palazzo Madama per la seconda votazione, il capogruppo leghista in Senato Gian Marco Centinaio avvisava: “Non abbiamo ancora deciso se votare per Romani”. Ammonimento veritiero, visto che mentre era in corso la seconda votazione il leader della Lega Matteo Salvini convocava i giornalisti nella Sala Maccari di Palazzo Madama per una dichiarazione che cambia il senso e la direzione della giornata politica: “Abbiamo votato Bernini” ha detto Salvini rivelando che la scelta dei senatori del Carroccio fosse caduta su Annamaria Bernini di Forza Italia, scelta comunicata a Berlusconi ma non al Movimento 5 Stelle. Per uscire “dal pantano la Lega fa un gesto di responsabilità all’interno del centrodestra”, prosegue Salvini, “abbiamo scelto al Senato di votare un candidato del centrodestra, un candidato di Forza Italia, per vedere se le altre opposizioni a partire dai Cinque stelle abbiano pregiudizi solo su un nome o sono disponibili a ragionare per far partire i lavori del Parlamento. È un atto d’amore verso il Paese, verso il Parlamento e verso il centrodestra e speriamo che tutti abbiano la stessa responsabilità e facciano se serve un mezzo passo indietro come abbiamo fatto noi”. Il secondo scrutinio, infatti, vede oltre a 255 schede bianche anche 57 voti per la senatrice di Forza Italia (la pattuglia leghista a Palazzo Madama è composta di 58 unità, ma un voto per la Bernini è stato annullato perché il nome era scritto male sulla scheda). Durissima la replica di Forza Italia: “I voti al Senato ad Annamaria Bernini, strumentalmente utilizzata, sono da considerarsi un atto di ostilità e freddo della Lega che da un lato rompe l’unità della coalizione di Centrodestra e dall’altro smaschera il progetto per un governo Lega–M5s”. Controreplica quasi subito Salvini: “L’unico modo per evitare l’abbraccio PD-5Stelle per eleggere il Presidente del Senato è scegliere un candidato del centrodestra che abbia il maggior gradimento possibile”. Intanto, sulla base di quanto recita l’articolo 4 del Regolamento del Senato, domani a prescindere dall’evoluzione dello scenario politico Palazzo Madama avrà il suo presidente: nella terza votazione – in programma alle10.30 – sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando anche le schede bianche. Qualora nella terza votazione non si arrivi all’elezione, “il Senato procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età”. Quindi, entro domani sera la fumata sarà bianca. (Roc – 23 mar)