“Le forze politiche, pur nella dialettica dei ruoli diversi che si andranno a definire nelle prossime fasi del quadro istituzionale, esprimono tutte l’intera collettività: la consapevolezza condivisa della comune legittimazione è una condizione essenziale per un buon governo”: così la senatrice Elisabetta Alberti Casellati, nel suo discorso di insediamento come presidente del Senato. Un discorso cominciato con i saluti – tra gli applausi dell’aula – al capo dello Stato Sergio Mattarella, al suo predecessore al vertice di Palazzo Madama Pietro Grasso (“che ha saputo presiedere questa Assemblea nel corso di un’intera legislatura conducendo i lavori in momenti di grande rilievo istituzionale non privi di contrasto politico”) e al presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. “Servono unità di intenti, pur nella diversità di opinioni e indirizzi, consapevolezza delle difficoltà non disgiunta da ragionevole ottimismo, rispetto reciproco delle forze politiche nel solco delle regole comuni” afferma la prima presidente donna di Palazzo Madama.
DONNE. Proprio alle donne – e al loro ruolo nella storia d’Italia – Casellati dedica un passaggio del suo discorso: “Mi perdonerete l’emozione, ma la scelta che avete compiuto, eleggendo per la prima volta una donna alla presidenza di questa Assemblea, rappresenta per me una responsabilità che non posso celare dietro nessun preambolo di circostanza – sottolinea la presidente del Senato – Un onore, oltre che come detto una responsabilità, che sento doveroso condividere proprio con tutte quelle donne che con le loro storie, azioni, esempio, impegno e coraggio, hanno costruito l’Italia di oggi; un grande Paese democratico e liberale in cui nessun obiettivo, nessun traguardo è più precluso. Penso alle mai abbastanza ricordate eroine del Risorgimento che hanno lottato per quel sogno chiamato Italia; penso alle tante ragazze, di ogni estrazione sociale e di ogni credo religioso, che hanno rappresentato l’anima della lotta di Liberazione e che, mi sia consentito, sono qui oggi magistralmente rappresentate dalla senatrice Liliana Segre” dice Casellati riferendosi alla senatrice a vita, suscitando l’applauso dell’aula.
NEOSENATORI. “Da senatrice di più legislature auguro buon lavoro a tutti, ma specialmente ai moltissimi che siedono in questa Aula per la prima volta. Ho visto che solo un terzo dei senatori erano parlamentari nella precedente legislatura. E’ un dato macroscopico di innovazione che testimonia il grande cambiamento che il Paese ha inteso esprimere con questo voto e questo Senato saprà ben rappresentare” sottolinea la presidente di Palazzo Madama, che rivolge un pensiero anche “al 27,1% di italiani che non hanno votato. Questa è sempre una sconfitta per una democrazia parlamentare. E’ un dato preoccupante: riportare alla politica e alle urne una così cospicua quantità di cittadini deve essere un impegno condiviso, un impegno che si onora con la presenza, con il coinvolgimento, con la vicinanza al territorio, in una parola con la politica intesa come spirito di servizio”.
RIFORME. “La politica, oggi più di ieri, è chiamata a dare risposte concrete: con le azioni, l’esempio, i risultati. Starà a ognuno di noi saper affrontare le nuove sfide alle quali saremo chiamati. A partire da un ripensamento del ruolo e dei compiti dello Stato. Il progresso impone la capacità di innovare, riformare, mettere in discussione le certezze del passato per poter governare il cambiamento” afferma ancora la Casellati, aggiungendo che “il tema delle riforme sarà quindi centrale, vedrà le forze politiche chiamate a dare segnali precisi, investendo il tema dell’assetto delle istituzioni, a tutti i livelli. Così come non potrà essere ignorato il completamento del riassetto delle autonomie locali”. La neo presidente del Senato sottolinea la necessità di affrontare il rischio di “nuove marginalizzazioni”, a partire “dal lavoro. Sono troppi gli italiani che non hanno un’occupazione, soprattutto tra i giovani, in particolare nel mezzogiorno”.
EUROPA. Nel discorso della Casellati non manca un accenno all’Europa: “Siamo attraversati da nuovi e dirompenti fenomeni globali, che investono l’intera comunità internazionale e devono vedere il nostro Paese protagonista, a partire dall’Unione europea. Il nostro ruolo di Paese fondatore della comunità europea ci impone di contribuire a tracciare la rotta. Un’Europa al fianco dei cittadini significa attenzione alla vita reale delle persone, non solo ai mercati. Un’attenzione che va rafforzata, con l’aiuto e la disponibilità degli Stati membri, a partire dall’emergenza rappresentata dai fenomeni migratori. Sullo scacchiere internazionale l’Italia ha saputo ritagliarsi negli anni un ruolo di primo piano che ci viene unanimemente riconosciuto”.
UNESCO. “Restituire certezze, sicurezze, serenità, significa poter tornare a mettere in primo piano le nostre risorse naturali, le nostre bellezze, il vero capitale delle nostre terre – è la riflessione della presidente del Senato – L’Italia è un caleidoscopio di inestimabili stratificazioni artistiche e culturali. Coerentemente con la nostra storia e con il nostro patrimonio storico, architettonico, archeologico e naturalistico, dobbiamo impegnarci a preservare e custodire tali tesori, all’insegna della sostenibilità e della valorizzazione. Sarà questo il vero e più importante lascito alle future generazioni, per il quale – non a caso – ci viene riconosciuto il primato nella Lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco”.
MATTARELLA. Nel passaggio finale del suo primo intervento da seconda carica dello Stato, la presidente del Senato cita il discorso di fine anno del presidente Mattarella, sul fatto che “le elezioni aprono, come sempre, una pagina bianca e che a scriverla ‘sono gli elettori e, successivamente, i partiti e il Parlamento. A loro sono affidate le nostre speranze e le nostre attese’. Colleghi tutti: facciamo che queste speranze e queste attese che gli elettori ci hanno affidato non siano deluse e che trovino finalmente una risposta adeguata: ho fiducia che non mancherà il nostro intenso lavoro e il nostro impegno quotidiano. Certamente non mancherà il mio”. (PO / Roc – 24 mar)
