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L’atteso ritorno di Billy Elliot al Sistina

it@withub.it by it@withub.it
30 Marzo 2018
in Archivio speciali - Teatro, Pubblicazione
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“Io non ho bisogno della mia adolescenza. Ho bisogno di ballare!”: torna a brillare sui palcoscenici italiani la stella luminosa di Billy Elliot, lo spettacolo diretto e adattato in italiano da Massimo Romeo Piparo, che, dopo il grande successo al Teatro Arcimboldi di Milano, torna a “casa” al Teatro Sistina di Roma, da venerdì 6 a domenica 22 aprile, per poi proseguire la tournée in altre città italiane. Prodotto da PeepArrow Entertainment e da Il Sistina,”Billy Elliot il Musical” promette nuove emozioni grazie a un cast rinnovato: a vestire i panni del giovane e grintoso ballerino capace di realizzare il suo sogno di danzare sono infatti tre giovanissimi allievi dell’Accademia il Sistina, Tancredi Di Marco, Davide Fabbri e Matteo Valentini. I nuovi Billy Elliot, che durante i corsi dell’Accademia hanno già dimostrato il loro talento, sono pronti a portare sulla scena tutto l’entusiasmo e la creatività della loro giovane età.

 

 

AL VIA LA TERZA EDIZIONE DI “APRILE IN DANZA”

Giunge alla terza edizione la rassegna “Aprile in danza”, promossa dalla Fondazione Palladium Roma Tre e ideata da Luca Aversano. L’iniziativa s’inserisce nella sezione “Contemporanea” del ricchissimo programma del Palladium, uno spazio che la Fondazione dedica allo spettacolo sperimentale e innovativo, con particolare riguardo per l’ambito della danza.  Si comincia il 6 aprile con Non Val Acqua Al Mio Gran Foco, un programma di musica antica e danza contemporanea con Frottole e Capricci tratti dal Rinascimento italiano coreografate da Paola Campagna ed eseguite dall’ensemble Controarco Consort, una performance in cui le suggestioni di testi e musica si rivolgono ad un’interpretazione contemporanea del gesto e dello spazio.

Venerdì 13 aprile è la volta di Komplizen RELOADED, della Compagnia svizzera zeitSprung di Meret Schlegel & Kilian Haselbeck, in cui danzatori e musicisti europei, africani e asiatici dialogano con i gesti per riflettere il senso della complessità della nostra epoca in cui si lotta ogni giorno per sopravvivere in una collettività e continuare a godere dell’appartenenza e di un po’ di sicurezza all’interno di un gruppo.  Domenica 22 aprile Adriana Borriello metterà in scena Col Corpo Capisco #2, uno spettacolo-manifesto incentrato sulla trasmissione da corpo a corpo che pone in primo piano il sentire e genera forme di comunicazione empatica. Infine, martedì 24 aprile, Jim May, Sandra Fuciarelli, Giovanna Summo dedicano una serata ad Anna Solokow, basata sulle storiche coreografie ricostruite dal suo erede artistico Jim May. L’interesse di Anna Sokolow per la condizione umana ha prodotto lavori di grande impatto drammatico e il commento dell’autrice sui temi della giustizia sociale è un elemento sostanziale che sottende l’intera sua produzione artistica. La serata, intitolata Anna Sokolow. La Necessità dell’arte e realizzata in collaborazione con il Sokolow Theatre/Dance Ensemble e l’Accademia Nazionale di Danza, presenta estratti da questo vasto repertorio che include lavori drammatici, divertenti, lirici.

 

LA DIVINA SARAH, OMAGGIO ALLA BERNHARDT

 La Divina Sarah, con Anna Bonaiuto e Gianluigi Fogacci, che andrà in scena al Teatro Vittoria dal 6 al 15 aprile, è un atto d’amore per una diva immortale del teatro: Sarah Bernhardt. Una donna che con la sua arte e le sue stravaganze ha costruito il primo esempio di divismo della storia dello spettacolo al femminile. Una rivoluzionaria anticonformista che per prima si impose sulla scena mondiale in abiti maschili. Un mito vivente che riscrive il suo tumultuoso percorso di vita sulla pelle del segretario-schiavo, con il quale si instaura un divertente e surreale rapporto sadomasochistico. Una partita a due dove è protagonista il gioco degli attori, grazie al tono ironico rapido e cinico delle battute e al continuo entrare e uscire dalla finzione teatrale. Un testo poetico e crepuscolare e un inno alla vita. L’Arte, motore della vita. Sarah Bernhardt al tramonto di una carriera planetaria entra in un pessimismo cosmico, faustiano. Un amaro bilancio del suo privato fa sanguinare ferite mai rimarginate. Una ambigua seduta psicanalitica nella quale Sarah Bernhardt,  regista di se  stessa  vuole far riapparire , attraverso un improvvisato  laboratorio  teatrale, i protagonisti della sua vita, per rivelarci l’origine della sua disperazione come essere umano. Un’ auto-analisi spietata dei suoi rapporti personali e l’urgenza di dire quello che non era mai riuscita a dire. Il baratro del passato e la fragilità dell’essere di fronte alle scoperte del nuovo secolo. La ricostruzione dei “memorie” sono la possibilità per rilasciare un’autodifesa come ultima testimonianza, rivendicando un diritto concesso a tutti quindi anche all’artista: il diritto all’odio. Un testo sarcastico dove il comico e il drammatico di alternano per la costruzione di una grande personalità d’artista. E ne svela l’umano che si nasconde dietro la maschera, la ferita che sta dietro ad ogni arte e di cui ogni arte si nutre. Una Sarah Bernhardt messa a nudo. Iconica, grottesca, esasperata e disperata di fronte a quello che per lei non dovrebbe mai arrivare: la parola fine.

 

 

EMONE, ANTONIO PICCOLO RIVISITA L’ANTIGONE DI SOFOCLE

 

Dal 10 al 15 aprile al Teatro India di Roma debutta “Emone. La traggedia de Antigone seconno lo cunto de lo innamorato”, del giovane drammaturgo napoletano Antonio Piccolo che rivisita l’Antigone di Sofocle, ma vista dagli occhi del figlio di Creonte (per l’appunto Emone), col tramite di una lingua di nuovo conio portata ai nostri tempi, vincitore della prima edizione del “Premio Platea per la Nuova Drammaturgia” (pubblicazione Einaudi). Un’originale riscrittura in cui il mito rivive sul ritmo di una lingua quasi inventata, un dialetto napoletano che mescola alto e basso, registri letterari e popolari, nella messinscena di Raffaele Di Florio, su produzione del Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino –Teatro Nazionale, in collaborazione con P.L.A.TEA. Fondazione per l’Arte Teatrale. Antonio Piccolo ripropone l’emblematica storia dell’eterno conflitto tra autorità e potere della celebre “Antigone” di Sofocle, attraverso lo sguardo di Emone, personaggio minore della tragedia, figlio di Creonte, promesso sposo dell’eroina sofoclea. Con alcune varianti che riguardano, tra l’altro, i rapporti tra Ismene, la sorella di Antigone, e lo stesso Emone. “Le parole di questo dramma – spiega l’autore Antonio Piccolo – vanno lette tutte per intero, senza troncamenti, aferesi o elisioni, tranne dove indicato con l’apostrofo. Richiedono, insomma, che si leggano non come parla il napoletano contemporaneo, bensì come si usa fare con la lingua di Giovan Battista Basile, che è il principale – ma non unico – inarrivabile maestro a cui questo testo si ispira. Le libertà linguistiche restano comunque tante e tali perché si è giocato, in maniera presepiale e volutamente naïf, con vocaboli e codici dalle derivazioni più disparate, compresi quelli provenienti direttamente dalla fantasia dell’autore”.

 

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGILE VERSIONE “IL NODO”

 

Sabato 7 aprile, presso la Sala Polivalente Vecchio Mulino, ci sarà l’ultimo appuntamento della stagione teatrale organizzata dall’assessorato alla cultura del comune di Nuvolento in sinergia con la compagnia “Il Nodo”. Alle ore 21.00 andrà in scena lo spettacolo “Alice nel Paese delle Meraviglie” per la regia di Raffaello Malesci. Seguendo un buffo coniglio ritardatario (Giorgio Mosca), Alice (Elisa Benedetti) si ritrova in un mondo magico e colorato, fantastico e stravagante. Incontra personaggi bizzarri ed improbabili come il bruco (Giuseppe Sacco) ed il Ghignagatto (Stefano Maccarinelli), il Cappellaio matto (Fabio Tosato) e la Lepre di Marzo (Silvia Lobertini), in un crescendo di situazioni e battute nonsense che la condurranno al cospetto del Re e della Regina di Cuori (Danilo Furnari e Silvia Pipa). Una storia folle e visionaria che con allegria e stravaganza ci conduce in un viaggio dalle molteplici letture. Alice scopre ed esorcizza le sue paure, ritrova i desideri della sua infanzia e scappa per non diventare adulta per poi ritrovarsi più matura di quanto pensi. Accompagnandola nei voli pindarici della sua fantasia viviamo allora un’avventura inebriante che affascina, intriga e ci ricorda quanto profondo possa essere un gioco e quanto sconfinato sia il potere dell’immaginazione.

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