Avellino, 6 giu – E’ nel pieno dello svolgimento la tre giorni avellinese di lavori sull’emigrazione regionale. L’iniziativa è stata aperta ieri, presso l’Hotel De La ville, con i saluti di Toni Ricciardi, presidente del centro Guido Dorso di Avellino e promotore del convegno “Memorie di un esodo: l’emigrazione nell’Italia repubblicana” che vede la partecipazione delle autorità e di esperti internazionali fino al 7 giugno. Avellino capitale dell’emigrazione, ribalta di un convegno tra memoria e futuro, su origine, cause ed effetti dell’ esodo del secolo scorso ma che fa dell’Irpinia una terra storicamente di emigrazione. Risale infatti al V e VI secolo A. C. la più antica ritualità di segno migratorio, legata alla festa del Ver Sacrum , della Primavera Sacra, nel corso della quale i giovani irpini ricevevano il saluto dei vecchi, avviandosi alla sfida dell’ignoto – del futuro – sulle orme di un animale totem. Una sfida chiamata emigrazione, che, al di là di ogni altra suggestione, da allora, è stata e continua a essere un problema di sradicamento, disgregazione o affrancamento. Per la prima volta si confronteranno, sui vari temi dell’emigrazione italiana negli ultimi cinquant’anni, esperti e giovani studiosi, per rileggere quell’esperienza in una prospettiva più vasta, superando la classica distinzione tra migrazioni interne ed emigrazioni all’estero. “Se si parla di emigrazione italiana – ha detto Toni Ricciardi – il primo pensiero va alla grande emigrazione tra Ottocento e Novecento, alle navi che portarono milioni di persone dalla Penisola nelle Americhe. Nonostante alcune iniziative degli ultimi anni, il ricordo dell’emigrazione dall’Italia del secondo dopoguerra è invece sbiadito, spesso assente. Ciò avviene nonostante i flussi migratori postbellici abbiano raggiunto, in particolare verso le mete europee, livelli altissimi. Esistono tuttora stretti legami tra centinaia di migliaia di famiglie italiane e i loro parenti residenti all’estero. Questo convegno vuole contribuire a colmare parte di questo vuoto”. Dopo i lavori di ieri su “Lo scenario politico ed economico” che hanno affrontato il quadro politico ed economico dei flussi migratori, seguiranno oggi le sezioni “Dalle zone d’esodo alle aree d’immigrazione” su cosa ha significato nel secondo dopoguerra, essere italiani immigrati nei diversi Paesi esteri e “Il mezzogiorno terra di emigrazione”, sulle identità regionali, e infine, domani 7 giugno, si parlerà di “La memoria e le immagini dell’emigrazione”.
(Isi)