Mantova, 9 giu – “L’altra motivazione riguardava il processo di integrazione dell’area balcanica all’Europa e delle problematiche legate alla convivenza interetnica ed intereligiosa nei vari paesi. La stabilità dei Balcani occidentali costituisce sicuramente una priorità strategica per l’Italia. Se i Balcani non verranno stabilizzati, saranno l’Italia e l’Europa ad esserne destabilizzate. Le tensioni etnico-nazionali ,derivate dal processo di disgregazione dell’ex-Jugoslavia. appaiono, infatti non ancora risolte, In questo contesto, la definizione dello status finale del Kosovo (febbraio 2008) potrà anche dimostrarsi un fattore di stabilità nel medio-lungo periodo; ma appare inevitabile un difficile rischioso assestamento iniziale, che continua a richiedere una presenza europea, delle Nazioni Unite e della NATO. Rimane instabile anche la situazione della Bosnia – Erzegovina, dove il livello raggiunto dagli aiuti internazionali ha nel tempo generato una sindrome da dipendenza, non solo economica ma anche istituzionale. Nell’area balcanica sono evidenti i rischi legati alla la criminalità organizzata, i traffici, l’immigrazione clandestina – che in parte hanno”.
(SEGUE)