Roma, 10 giu – “Dino Risi, il regista italiano la cui bruciante satira sull’ appena raggiunta prosperita’ dei connazionali durante il miracolo economico degli anni ‘ 50 e ‘ 60 ha contribuito a stabilire uno stile conosciuto internazionalmente come commedia all’ italiana”. Così l’International Herald Tribune ricorda il cineasta morto a Roma all’età di 91 anni. “Tra i più di 80 lungometraggi, documentari e show televisivi che ha diretto – si legge – figurano alcune delle commedie più acute e di ampio respiro del dopoguerra”. “Il bello, alto, indolentemente affascinante Gassman era uno degli attori preferiti di Risi. Nel corso di 15 film in 30 anni, il regista lo ha utilizzato per mostrare il volto del crescente senso di spavalderia e sicurezza di sé dell’Italia negli anni in cui l’ economia si espandeva oltre ogni aspettativa dopo la fine delle privazioni degli anni di guerra”. “Nei primi anni ‘ 50 – scrive la versione internazionale del quotidiano statunitense – il cinema italiano si stava allontanando da un movimento di stampo politico chiamato neorealismo, con il suo crudo, documentario modo di ritrarre la realtà. Si sottolinea che, aggiungendo un elemento di sentimentalismo e commedia, Risi è stato classificato “nella lista di registi che venivano contestati con l’ etichetta di neorealismo rosa, ma presto si è guadagnato l’affetto di un pubblico ansioso di lasciarsi alle spalle i traumi della guerra”.
(Cat)