Milano, 11 apr – A un confronto tra i paesi, invece, emergono profonde differenze sia per quanto riguarda il rapporto con i big 5 della Rete sia per la domanda d’iniziative di alfabetizzazione finanziaria, a dimostrazione della diversa propensione culturale al risparmio che vede ancora l’Italia primeggiare tra tutti. L’Italia e la Spagna sono simili nel grado di apertura all’offerta di prodotti di risparmio e investimenti da parte degli Operatori Digitali Mondiali: i connazionali lo considererebbero per il 44% e i cugini iberici per il 43%. La situazione si rovescia negli altri Paesi analizzati dove un segmento più limitato si dichiara interessato alle proposte delle 5 sorelle della Rete: Gran Bretagna (37%), Francia (30%), Germania (26%).
Stesso discorso vale per le attività di educazione finanziaria, l’83% degli spagnoli e l’82% degli italiani (83% Generazione Y e 81% Generazione X) si dichiarano favorevoli a un programma di avvicinamento e formazione al mondo del risparmio e degli investimenti a fronte di un dato medio europeo pari al 71%. Lo Stato (per il 53%), le Banche e le istituzioni finanziarie (48%) sono gli enti deputati ad attività di educazione finanziaria, attività che per il 61% dei Millennials dovrebbe essere rivolte alle persone dai 35 in giù, mentre per il 54% della Generazione X dovrebbe essere a vantaggio di tutte le fasce d’età.
Le figure di riferimento quando si tratta di risparmio e investimenti restano i componenti della famiglia e i professionisti, con pesi diversi per le 2 generazioni: i Millennials si rivolgono ai genitori, gli Xers al partner, entrambi ai professionisti. Inglesi, Francesi e Tedeschi sono, infine, più propensi al fai da te. (SEGUE)