“Lo abbiamo stabilito prima chi era il leader della coalizione: quello che prendeva più voti. C’è qualcuno che non riconosce la mia leadership? Beh, in tanto me la riconosco io, e procedo. Perché qui non abbiamo tanto tempo da perdere, c’è urgenza di fare le cose per cui ci siamo impegnati”. Così Matteo Salvini , in una intervista a Libero, nel giorni in cui ha lanciato a Temi la candidatura a sindaco di Leonardo Latini, che ha sollevato malumori nei forzisti. E sul possibile ballottaggio nella città umbra con i possibili alleati di governo grillini sottolinea: “Strano direi di no. Non ho davanti agli occhi grandi esempi di amministratori locali del Movimento 5 stelle. Anzi, i loro sindaci più importanti hanno dimostrato chiaramente di non saperci fare. A livello locale sono stati un disastro. Ma a livello nazionale è un’altra cosa, e se si parte insieme si fanno le cose insieme”. Che dirà al presidente della Repubblica? “Una cosa semplice e chiara. Siamo arrivati primi alle elezioni, e quindi è naturale che si parta dal programma elettorale più votato dagli italiani, così come è naturale che si avanzi una candidatura di centrodestra, visto che ha preso più voti del Movimento 5 Stelle”, “sarei ovviamente onorato di servire il mio paese come presidente del Consiglio, ma non dico o me o il diluvio. Mi preme di più cominciare a governare e dare una risposta a quello che ci hanno chiesto gli italiani”. Quindi ribadisce: “Non andremo allo sbaraglio per avere maggioranze raccogliticce. Poi chiarisco subito una cosa: io un accordo con il Pd che in questi anni ha distrutto Terni e distrutto l’Italia non lo faccio manco morto. Quindi la sola possibilità numerica è trovare un accordo con il Movimento 5 stelle. Se si può bene, altrimenti torneremo alle urne e di prenderemo i seggi che ci mancano”.