Catania, 13 apr – “Il dato dell’export regionale è ancora modesto – ha commentato il presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia – e non esaurisce il potenziale che la Sicilia può ancora esprimere, soprattutto nei settori dell’innovazione tecnologica, delle imprese innovative, del farmaceutico e del turismo. Non solo. Anche il settore agroalimentare, penalizzato dalle sanzioni sui prodotti freschi italiani – ha proseguito Fallico – potrebbe trovare nuove vie di sviluppo attraverso partnership industriali all’insegna del made with Italy”.
Entrando nel dettaglio dei dati, Catania (7,4 milioni di euro), Trapani (6 milioni di euro) e Siracusa (5,6 milioni di euro) sono le tre province che trainano l’export siciliano in Russia, seguite da Palermo (3,4 milioni) e Ragusa (1,7 milioni). Tra i settori della Regione più performanti spicca quello dei macchinari (7,3 milioni di euro) con un’impennata di ben il 271% e il farmaceutico, che nel 2017 ha registrato un aumento del 9,2% portando il valore a quasi 6,3 milioni di euro. In ulteriore contrazione, invece la categoria alimentari e bevande: il -22,2% fa chiudere l’anno al comparto con una quota export appena sotto i 4 milioni di euro.
Il X business forum italo russo a Catania è organizzato da Associazione Conoscere Eurasia, Camera di Commercio Catania, Ragusa e Siracusa Sicilia Orientale, Roscongress, Forum economico internazionale di San Pietroburgo, in collaborazione con Aeroporto di Catania, Intesa Sanpaolo e Banca Intesa Russia. (BIG ITALY / red)