Trento – E’ stato presentato a Trento “Austriacanti – storia di persone, di guerra e di identità”, romanzo di Mauro Marcantoni e Giorgio Postal, edito da Iasa edizioni, che racconta l’odissea dei trentini mandati a combattere in Galizia e sui Carpazi allo scoppio della Prima Guerra mondiale. Molti di loro, fatti prigionieri dai russi, alla vigilia della Rivoluzione d’Ottobre, sono potuti rientrare a casa solo a guerra finita, alcuni addirittura nel 1920, dopo avere attraversato buona parte del mondo (dall’Estremo Oriente agli Stati Uniti). La forma-romanzo scelta per raccontare queste vicende ha consentito agli autori di entrare fra le pieghe di vicende che usualmente non si possono raccontare in un saggio. La base su cui poggiano è però rigorosamente storica, come sottolineato dagli autori. La prima tradotta partì da Trento il 7 agosto del 1914. Gli arruolati avevano avuto solo 24 ore di tempo per lasciare le loro case e le loro attività. Vennero mandati in Galizia, dove cominciò l’odissea, attraverso alcune delle battaglie più sanguinose del conflitto, e poi, per molti, la prigionia in Russia, in Siberia, persino in Cina, dove alcuni vennero riaruolati, a guerra finita, per combattere con L’Armata Bianca contro i bolscevichi. I più fortunati furono quelli che riuscirono a rientrare (in Italia, non in Trentino dove infuriava la guerra) entro il 1916. Gli altri rimasero intrappolati dalla Rivoluzione d’Ottobre e dalle sue vicende successive. Gli ultimi di loro non riuscirono a rivedere il Trentino prima del 1920. (9colonne)