Trento, 16 apr – Nel mondo dell’emigrazione si stanno sovrapponendo due realtà parallele: la prima è quella rappresentata dai discendenti della vecchia emigrazione, che si riconoscono principalmente nei Circoli e in tutte le strutture presenti ormai da tempo nei Paesi che furono meta dei grandi flussi migratori di fine ’800; la seconda realtà è quella rappresentata dalla “nuova emigrazione” che comprende lavoratori, studenti ed imprenditori che guardano all’estero come un’opportunità professionale e come una possibilità di miglioramento più in generale. «Trovare il metodo più efficace per rapportarsi sia con i discendenti della “vecchia” emigrazione che con gli emigranti di oggi è diventata la priorità da perseguire» ha affermato Tafner. In entrambe le situazioni sono presenti problematicità e complessità comuni proprie del fenomeno migratorio, di qualsiasi epoca e periodo esso sia, con l’aggiunta di qualche complicazione in più per la “nuova emigrazione” in quanto non è ancora stata interpretata nella pienezza della sua fenomenologia. «Per poter affrontare queste due tematiche con possibilità di successo – ha affermato Tafner – la Trentini nel Mondo deve partire da un assunto imprescindibile e cioè quello di sviluppare costantemente l’uso della memoria, che non si deve però confondere con il rimpianto e la nostalgia». (SEGUE)