Quella dell’Occidente in Siria “per ora mi pare sia stata una prova di forza ma senza uscita. La situazione è molto complicata”. E se lo dice un ex ministro degli Esteri come Emma Bonino, intervenuta stamattina a Circo Massimo, c’è da crederci. Anche perché “ristabilire un controllo di territorio che abbia senso vuol dire ‘pulire’ il nord della Siria, dove si sono concentrate le forze dell’ISIS. Si tratta di una zona con un milione di abitanti, e un’operazione sarebbe peggio di quella ad Aleppo”. Tra l’altro l’operazione dell’altro giorno è stata decisamente unilaterale. “Non mi risulta ci siano state consultazioni preventive in ambito europeo, al massimo qualche telefonata – dice Emma Bonino – Quello che spero è che oltre a pensare alla futuribile ricostruzione della Siria, la riunione della prossima settimana serva anche per tentare di evitare un nuovo disastro”. L’Italia in questo momento, con un governo dimissionario e un altro che ancora non si trova, non ha molta voce in capitolo. “Un governo in ordinaria amministrazione mi sembra possa fare poco. Va riconfermata l’alleanza europeista ed euroatlantica. Se Matteo Salvini è un problema? Penso di sì. Non mi pare che la sua posizione sia quella di Berlusconi, che pure è amico personale di Putin. Questo è un dato preoccupante”. Mentre il recente schieramento di Di Maio sulla Nato “ben venga, ma va considerata la tenuta di questo cambiamento a 180°.
(PO / Sis)
