Il Jobs Act e la Buona Scuola, gli 80 euro, l’Europa e l’obbligatorietà dei vaccini, la giustizia e le banche: che fine faranno le riforme del Partito Democratico in un governo a trazione 5stelle? Gli analisti hanno individuato quali tra le “100 cose fatte” dal Pd potrebbero essere riviste, modificate o superate con il Movimento 5 Stelle al governo e quali sono i punti di convergenza alla base di un futuro “contratto alla tedesca” con i democratici. Il semaforo si accende di verde, giallo e rosso e indica la possibile continuità o compatibilità tra i temi e i provvedimenti. Sono solo 15 le proposte incompatibili: quelle sulle quali c’è la volontà da parte dei Movimento 5 Stelle di abrogare o modificare le norme approvate nella passata legislatura; 61, invece, quelle compatibili, per le quali non vi è abrogazione o una radicale messa in discussione delle leggi di recente approvazione, sulle altre il Movimento 5 Stelle intende cambiare passo per il futuro, ma senza prevedere la cancellazione o lo stravolgimento delle policy dei governi a guida Pd. Semaforo rosso invece sulle grandi questioni che sono state centrali nella scorsa legislatura, sia sotto il governo Renzi che Gentiloni e che il Movimento 5 Stelle potrebbe smantellare e/o rivedere diametralmente una volta al governo. Sia in una coalizione con la Lega di Salvini che ponendo le basi di un governo appoggiato dal PD. Dal lavoro, con la volontà da parte dei grillini di abrogare la riforma tanto voluta da Renzi, il Jobs Act, e l’introduzione del reddito di cittadinanza; la legge sul Dopo di Noi, che il partito di Di Maio vorrebbe completamente revisionare; la discussa riforma dell’alternanza scuola lavoro, che un futuro governo 5stelle vorrebbe eliminare; fino all’abolizione degli studi di settore e spesometro. L’Europa è al centro del contrasto con il Pd: i grillini chiedono il superamento del Patto di Stabilità e del Fiscal Compact, escludendo dal vincolo del 3% i soli investimenti in innovazione; inoltre, la revisione integrale dell’attuale assetto dell’Unione Bancaria Europea. Sul tema della giustizia, un futuro governo a guida 5stelle partirebbe dall’abrogazione della riforma Orlando sull’ordinamento penitenziario, dalla razionalizzazione delle misure alternative al carcere e dalla riforma del codice antimafia. Un eventuale “contratto alla tedesca” potrebbe invece accendersi di verde sul fisco: la creazione del portale web, la dichiarazione dei redditi precompilata e la conferma degli 80 euro; il potenziamento delle politiche di contrasto al caporalato; sulla mobilità sostenibile: intensificazione delle infrastrutture per il trasporto in bici; sull’innovazione: maggiori investimenti in banda ultra larga e nel piano Industria 4.0; sul potenziamento e l’implementazione del processo telematico o sulla parità di genere e attuazione del piano nazionale dei centri antiviolenza. Luce gialla, infine, sulle scelte sulle banche, dove la priorità dei 5stelle è di risarcire interamente gli obbligazionisti subordinati retail (senza abrogare le norme che hanno messo in sicurezza le good bank) mentre sul tema dei vaccini, il Movimento considera preferibile un ritorno al sistema previgente al decreto Lorenzin che prevedeva vaccini obbligatori e raccomandati dal sistema sanitario, ma non parla esplicitamente di abrogazione. (18 apr – red)