Roma, 18 apr – I pericolosi compagni di viaggio portati dal commercio – parassiti e malattie delle piante – una volta introdotti in nuovi ambienti possono rapidamente attecchire e diffondersi, incidendo sulla produzione di cibo e causando miliardi di danni economici e costi di controllo. Uno studio recente effettuato in Africa orientale ha rilevato che solo cinque specie esotiche invasive possono causare, ad esempio, fino a 1,1 miliardi di dollari di perdite economiche all’anno ai piccoli agricoltori della regione. Non solo i frutti, i raccolti e i semi possono essere infettati, ma anche i contenitori e le scatole in cui viaggiano. L’imballaggio per le spedizioni oltremare è comunemente costruito in legno, relativamente poco costoso e facile da produrre, ma anche facilmente infestato da una varietà di parassiti della corteccia e del legno, e quindi funziona come un vettore. Anche legname e prodotti in legno come i mobili possono ospitare clandestini. Ciò significa che non solo le colture alimentari sono a rischio, ma anche le foreste e gli alberi. Recenti studi condivisi durante l’incontro di questa settimana hanno dimostrato che la perdita delle coperture degli alberi a causa di parassiti invasivi può causare un aumento delle malattie ad esse legate e potenzialmente portare ad elevati tassi di mortalità umana. In un altro esempio, la Repubblica di Corea è stata recentemente costretta a tagliare circa 3,5 milioni di alberi a causa del nematode del pino, e negli ultimi tre decenni ha speso quasi mezzo miliardo di dollari in programmi di controllo per combattere questo mortale parassita. Altre somme sono state spese in Canada e negli Stati Uniti nel tentativo di fermare l’inarrestabile parassita chiamato minatore smeraldino del frassino. E’ proprio per la necessità di contenere minacce come queste che nel 1951 è stato istituito l’IPPC. Da allora ha promulgato circa 100 standard riguardanti un’ampia gamma di problemi fitosanitari. Gestisce inoltre una serie di programmi per condividere informazioni sulle migliori pratiche e sviluppare la capacità dei paesi in via di sviluppo di gestire malattie e parassiti delle piante, sia a casa che nei flussi commerciali. (red / UE / BIG ITALY)