Diventano operative alcune novità inerenti il registro delle opposizioni, l’archivio che già da qualche anno raccoglie i dati di coloro che non vogliono ricevere chiamate telefoniche a scopo commerciale, pubblicitario, di vendita diretta o di ricerca di mercato. Una legge pubblicata in Gazzetta ufficiale lo scorso 3 febbraio, ha esteso la possibilità di iscrizione al registro ai cellulari e ai numeri fissi non inseriti nell’elenco telefonico, specificando che con un’unica iscrizione l’utente potrà chiedere l’inserimento di tutti i propri recapiti telefonici, fissi e mobili. Ulteriormente, attraverso l’iscrizione scatterà la cancellazione automatica dei consensi precedentemente espressi individualmente a ditte, società, etc., compresi quelli per la cessione dei propri dati a terzi. Tutti coloro che hanno ricevuto il numero ed il consenso in questo modo, anche indirettamente, non potranno quindi più effettuare chiamate. L’iscrizione potrà inoltre essere revocata dall’utente in qualsiasi momento, per periodi definiti e nei confronti di uno o più soggetti specifici, telematicamente o telefonicamente. “Si tratta di novità importanti, almeno sulla carta – commenta Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo -, proprio perché fino ad oggi non solo l’iscrizione riguardava solo i numeri fissi pubblicati negli elenchi degli abbonati, ma non proteggeva nei casi – peraltro diffusissimi- dove il consenso al trattamento era stato dato individualmente”.
“Alcuni consumatori ci hanno segnalato di aver ricevuto, nell’arco di una settimana, anche 20 telefonate da parte dello stesso operatore, diverso da quello con cui si è stipulato il contratto. Tutte partivano con l’indicazione di un nominativo sbagliato e sempre diverso ad inizio chiamata, e proseguivano con successiva offerta promozionale. Così gli operatori riescono a bypassare anche i limiti imposti dall’iscrizione della linea nel Registro delle Opposizioni”. A dichiararlo è Adoc Foggia che prosegue: “Si possono ricevere anche 5-7 chiamate settimanali dallo stesso operatore. L’unico strumento che ad oggi consente al consumatore di ‘difendersi’ dalle offerte commerciali indesiderate è il Registro delle Opposizioni. Ma è uno strumento spuntato e limitato, nonostante la recente riforma che ne ha allargato il raggio di operatività”. Per questo l’Adoc, insieme a Rete Consumatori Italia, ribadisce l’importanza di arrivare all’istituzione del Registro Universale dei Consensi (RUC). “Il cittadino riconquisterebbe così il suo diritto al consenso, mentre le imprese ritroverebbero lo spazio per un mercato più libero, sano e concorrenziale. Una riforma ad alto impatto etico e sociale, che restituisce a tutti dignità, tutele ed opportunità”. L’associazione di difesa dei consumatori suggerisce inoltre alcune regole cui attenersi per limitare il marketing: attenzione nel barrare quelle famose caselline in fondo ai contratti e alle schede di adesione a programmi premio e tessere fedeltà perché, qualora si acconsentisse anche involontariamente al trattamento dei dati personali, i call center avrebbero tutto il diritto di contattarci. Se non siete sicuri di cosa barrate o autorizzate, negate il consenso. Le carte fedeltà possono essere rilasciate anche se il consumatore non intende acconsentire ad eventuali iniziative di profilazione o di marketing, ma solo prestando il proprio consenso al trattamento dei dati per le finalità connesse alle promozioni o agli sconti. Inoltre: chi fa la telefonata commerciale deve rendere visibile il numero chiamante, per cui è bene diffidare delle chiamate provenienti da numeri oscurati o non visibili e l’operatore di telemarketing ha l’obbligo, su richiesta dell’utente, di informare da quale lista sia stato estratto il suo numero telefonico. (19 apr – red)