Pescara, 16 giu – Lucida, competente ed efficace, come d’abitudine, l’analisi di Mariza Bafile sulla funzione della donna nell’emigrazione italiana. Una ricognizione attenta, fatta da persona che ha vissuto dal di dentro il fenomeno e direttamente osservato – impegnata nei servizi sociali e giornalista, in Venezuela, poi da deputata nel Parlamento italiano, eletta in Sud America nella passata legislatura – la nostra emigrazione. “Un fenomeno – ha affermato l’on. Bafile – che si tende a dimenticare”. Eppure è stata davvero un’epopea, con le sue luci e con i suoi dolori. “Partivano i più coraggiosi, i più sani, in terre sconosciute. Moltissimi dall’Abruzzo, portando con sé un bagaglio di eccezionali valori morali, come la famiglia, il lavoro, la solidarietà e l’amicizia. All’estero hanno creato grandi famiglie associative, ma un ruolo centrale l’hanno avuto le donne, anche se spesso all’ombra, dietro le quinte. Fondamentale la loro funzione nel mantenimento della connessione con l’Italia, con la lingua, con le tradizioni regionali, ma soprattutto nella conservazione del senso di solidarietà e condivisione. Nella povertà tutti ci si sente fratelli e sorelle, è la ricchezza che porta all’egoismo”, ha detto Mariza Bafile. “Ebbene, anche crescendo economicamente, all’estero le donne emigrate hanno sempre ricondotto l’uomo al senso di solidarietà”. Ha quindi ricordato che da parlamentare aveva presentato un progetto di legge per la creazione d’un “Osservatorio della donna nell’emigrazione italiana”, purtroppo vanificato dallo scioglimento anticipato delle Camere. Resta tuttavia un’esigenza da soddisfare, per conoscere davvero per intero il fenomeno. La diretta conoscenza dell’emigrazione, particolarmente in Sud America, evidenzia come sia stato determinante il ruolo delle madri italiane nell’impostare la formazione delle proprie figlie senza timori e riserve nell’assunzione di responsabilità solitamente riservate agli uomini. Tanto che tra gli italiani all’estero, rispetto a quanto osservabile in Italia, la parità è molto più avanzata. Occorrono dunque più iniziative simili di riflessione sul tema. “Perché – ha concluso Mariza Bafile – riscattando la storia dell’emigrazione al femminile, si costruisce un’Italia più colta e più saggia, in fondo un Paese migliore”.
(SEGUE)