Lussemburgo, 23 apr – La CRM Srl, azienda italiana di produzione di prodotti da forno, in particolare di diverse tipologie di piadine romagnole, ha chiesto – ma non ottenuto – l’annullamento del regolamento di esecuzione (UE) n. 1174/2014 della Commissione, del 24 ottobre 2014, recante iscrizione di una denominazione nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette (Piadina Romagnola/Piada Romagnola – IGP). La CRM, infatti, teme che riservare l’uso della denominazione “romagnola” alle piadine/piade prodotte nell’area geografica protetta renda impossibile l’esercizio della propria attività economica ordinaria, in quanto il proprio stabilimento di produzione si trova al di fuori di questa area. La domanda di registrazione della IGP “piadina romagnola / piada romagnola” è stata proposta alle autorità italiane, nel 2011, da un consorzio per la promozione di tale prodotto (proposta di registrazione pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana del 28 gennaio 2012). Tale pubblicazione ha dato luogo a numerose opposizioni da parte di organizzazioni rappresentative dei produttori artigianali di piadine vendute in chioschi, che hanno contestato l’equiparazione, ai fini della IGP considerata, delle piadine prodotte industrialmente alle piadine di fabbricazione artigianale vendute in chioschi. Ciononostante, le autorità italiane, l’11 dicembre 2012, hanno depositato presso la Commissione la dichiarazione di registrazione della IGP in questione, unitamente al disciplinare di produzione. (SEGUE)
