Firenze, 23 apr – “Questa doccia fredda arriva proprio nel momento d’oro dell’export italiano, quando finalmente i vini italiani superano la Francia in Usa e la Spagna in Cina, piazzandosi rispettivamente al primo e al quarto posto. I numeri sono stati diffusi in occasione del Vinitaly di Verona – sottolinea il Consorzio – . Nello specifico: negli Usa, l’Italia segna un aumento del 3,8% a gennaio-ferraio 2018 , contro il 3,4 % della Francia; sulla Cina, l’Italia si distingue per una delle migliori performance, soffiando il quarto posto alla Spagna nella classifica dei top importer cinesi, con una quota di mercato del 7%, un valore delle vendite a gennaio-febbraio che supera i 30 milioni di euro e un incremento del 34,7% sui valori annui. “E’ un momento fondamentale per l’export del Chianti e in generale per tutto il vino italiano – continua Busi – La programmazione deve essere fatta nel lungo periodo, ben oltre i 5 anni. In un paese come la Cina, in 5 anni non costruisci niente, ne servono altri 5, se non 10 anni per affermare il nostro prodotto in maniera definitiva e consolidarne la presenza. Impedire l’accesso ai fondi europei e quindi bloccare di fatto la promozione in questi paesi significa assumersi la responsabilità di un calo delle vendite e di una perdita inestimabile per il made in Italy all’estero. E’ semplicemente assurdo, è ora di alzare la voce”. (UE / Red)
