Roma, 24 apr – “Il socialismo democratico internazionale adottò il 1 Maggio nel 1889, alla riunione di Parigi della Seconda Internazionale. In Italia arrivò due anni dopo. Il fascismo, che ne temeva le implicazioni di lotta per i diritti in materia di orario e di salari, l’anticipò al 21 aprile, natale di Roma. Con la Repubblica la sua celebrazione, riconosciuta come giorno festivo, è stata occasione per manifestazioni in piazze o teatri promosse dai sindacati, e negli ultimi anni di vere e proprie kermesse politico-musicali all’aperto come quella che ha luogo a piazza di san Giovanni in Laterano a Roma. Il carattere di festa popolare tende ormai a prevalere su quello originario di giorno di lotta, confermando quanto scriveva, poco più di un secolo fa la rivista anarchica forlivese, La rivendicazione: “Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento.” Tra i Primi Maggio italiani più significativi, – ricorda l’Istituto Italiano di Cultura di New York – quelli della strage di Portella della Ginestra del 1947 e del 1955, quando Pio XII dichiarò che la chiesa avrebbe dedicato il giorno a San Giuseppe lavoratore”.(BIG ITALY / red)