Si può fare. A patto che Luigi Di Maio confermi la definitiva chiusura del dialogo con il centrodestra, e che dia rassicurazioni sulle posizioni europeiste, sulla centralità della democrazia rappresentativa e sull’equilibrio dei conti. E’ il senso del discorso che la delegazione del Pd ha fatto a Roberto Fico, il presidente della Camera incaricato di sondare le possibilità di un accordo tra M5S e Pd. “Abbiamo detto a Fico che, dopo 50 giorni di questa situazione di impossibilità di arrivare a una proposta di governo praticabile, noi siamo ovviamente disponibili a lavorare sul fatto nuovo, la fine di ogni accordo preventivo tra Movimento 5 Stelle e centrodestra – ha spiegato il reggente del Pd, Maurizio Martina – Noi abbiamo lavorato sulla base di uno scenario, quello della nostra sconfitta, ma se questo fatto nuovo verrà confermato solennemente dopo le parole di Di Maio, questo per noi sarebbe un punto di novità che saremmo chiamati a valutare”. Di certo, “non ci nascondiamo le divergenze e le difficoltà, ma ci impegniamo a valutare questo percorso impegnando i nostri gruppi dirigenti, la nostra direzione che deve essere chiamata a valutare questo percorso nuovo”. Martina però mette dei paletti programmatici, sostanzialmente tre: “Noi siamo seccamente per un lavoro forte e deciso per fare in modo che l’Italia contribuisca alla scrittura della nuova Europa, ci sono forze che su questo hanno un’idea diversa: confidiamo in un radicale cambio di scenario”. Poi “centrale per noi è il rilancio della democrazia rappresentativa, lo sviluppo di politiche per la lotta alle disuguaglianze da fare con un equilibrio della finanza pubblica. Questi sono punti che noi abbiamo sempre ribadito, aspettiamo di avere risposte su questi temi fondamentali e propedeutici per ogni tipo di iniziativa”. Tra qualche ora la risposta ufficiale di Luigi Di Maio, atteso alle 18 nell’ufficio di Fico a Montecitorio.
(Sis)