Verona, 25 apr – Altri punti cardine della storia della musica sono protagonisti il 10 giugno nell’evento inedito di Stefano Bollani, un racconto al pianoforte su eccentrici artisti di jazz, classica e canzone in cui il talento funambolico del pianista si fonde con l’ironia e la cultura musicale del narratore. Eccentricità e talento in scena anche l’8 giugno con Goran Bregovic, compositore unico nel panorama internazionale per commistione di generi e sonorità, in concerto al Teatro Romano col nuovo disco Three Letters from Sarajevo e i suoi classici. Una sezione del Festival da tradizione è riservata ai Maestri dello Spirito: Massimo Cacciari in Romantik: filosofia e musica indaga le relazioni tra Beethoven, Chopin e filosofi e artisti che hanno impresso una svolta nella fenomenologia dello spirito; Philippe Daverio esplora le dirompenti esperienze di Vivaldi, Dante e Giotto come capostipiti dell’arte moderna; Alessandro Piperno mette in contrapposizione i fondatori del romanzo Stendhal e Flaubert; Fabrizio Gifuni racconta la sua esperienza attoriale in Scena e retroscena di Freud a teatro; Massimo Recalcati propone una riflessione sull’”immagine dell’inesprimibile” attraverso l’analisi di grandi pittori tra Otto e Novecento; Luigi Lo Cascio e Gloria Campaner portano in scena la poetica russa del primo Novecento con Esenin e Rachmaninov; Vittorio Sgarbi si confronta con il genio del Rinascimento nella prima nazionale del suo nuovo spettacolo Leonardo. Altra prima teatrale quella di Federico Buffa sui bivi esistenziali di grandi personaggi che hanno segnato anche la nostra storia, come i Beatles, Pelé e Stanley Kubrick. Un evento è dedicato all’ispirazione del Festival: il 30 maggio al Teatro Romano in una lectio di Umberto Galimberti la Bellezza viene svelata come “segreta legge della vita”. (red)