Fiorenzuola, 17 giu – E’ stato aperto al pubblico il Museo Attilio Pavesi, situato all’interno del velodromo di Fiorenzuola, che a breve sarà intitolato al primo campione olimpico del ciclismo italiano (Los Angeles 1932), attualmente residente in Argentina. Claudio Santi, coordinatore della Sei Giorni delle Rose, ha illustrato ai presenti la storia di Pavesi, rappresentata da pannelli fotografici e testimoniata da cimeli e documenti ufficiali. Nutrita la rappresentanza di Caorso, paese natale del campione, con l’assessore allo sport Stefano Cavalli in testa. Numerosi i discendenti del campione piacentino, fra cui il nipote Lino Pavesi, ex sassofonista della cantante Mina, commosso dopo la visita al Museo: “In questa sala è fedelmente ripercorsa tutta la vita di Attilio. E’ stata una grande emozione riviverne le tappe”. Il Museo sarà meta delle scuole di Fiorenzuola nelle prossime settimane, mentre durante la Sei Giorni delle Rose Internazionale, dal 7 al 12 luglio, resterà sempre aperto al pubblico, che potrà apprezzare questo angolo di storia all’interno di un velodromo leggendario. Attilio Pavesi rimane un nome nella storia dello sport italiano, scolpito nel marmo del Memorial Colyseum Stadium di Los Angeles. Oltre ad essere stato medaglia d’oro alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932, vincendo la gara su strada individuale di ciclismo (la prova a cronometro sulla distanza di 100 km), ha contribuito a un’altra medaglia d’oro, assegnata all’Italia nella classifica a squadre di ciclismo. Quella del 1932 è passata alla storia come “l’Olimpiade degli italiani” per il travolgente secondo posto nel medagliere conquistato dal nostro Paese dopo gli Stati Uniti: una messe di successi – 36 medaglie, equamente divise fra oro (12), argento (12) e bronzo (12) – che coincise con il momento di massimo consenso al regime fascista, al quale i riflettori mondiali di Los Angeles regalarono una enorme e imprevista pubblicità.
(Sis)