Ok al Def e anche al decreto sul Alitalia. Mentre il nuovo governo stenta a formarsi, quello vecchio continua a lavorare, e oggi ha approvato decreto di economia e finanza, che pure era stato posticipato di qualche giorno nella speranze di arrivare a una situazione politica. Un Def, ha spiegato il premier Paolo Gentiloni, “particolare, come si dice in gergo politiche invariate, che non contiene la parte programmatica delle riforme che spettano al prossimo governo”, e che arriva in una fase in cui il deficit si è ridotto al 2% e il debito “si è stabilizzato e comincia a scendere”. Insomma, spiega Gentiloni, si tratta di un intervento che “fotografa la situazione attuale e il quadro che ne emerge è positivo e riflette il buon lavoro fatto in questi 5 anni: l’Italia è uscita dalla crisi economica più difficile dal dopoguerra, la crescita si è consolidata, il lavoro è cresciuto recuperando circa un milione di posti di lavoro”. – Risultati che sono frutto dell’impegno delle imprese e delle famiglie e anche della coerenza di un’azione di governo di cui credo sia giusto dare atto in particolare al ministro Padoan e all’intero governo”. Padoan che, dopo aver sottolineato che nel 2018 il debito si attesterà al 130,8% del Pil, a 128 mentre entro il 2020 scenderà al 124,7% e che il prodotto interno lordo nel 2019 crescerà dell’1,4%, mentre nel 2020 si stima un +1,3%, ha invitato anche il futuro governo “a presentare misure per evitare l’aumento dell’Iva come clausola di salvaguardia”. Il decreto su Alitalia proroga i termini per la vendita della compagnia alla fine di ottobre e i termini per la restituzione del prestito entro il 15 dicembre”. Si punta, fondamentalmente, ad aspettare l’insediamento del prossimo esecutivo, come spiegato dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda: “Il governo può anche dare mandato agli amministratori di Alitalia di entrare in una negoziazione esclusiva, ma il punto è quanto gli investitori si ingaggino in questo con un governo in una situazione particolare”.
