Roma, 26 apr – “La Bce – continua Grimaldi – rimane ancora fiduciosa in un ritorno dell’inflazione al target nel medio periodo e sembrerebbe che il grado di fiducia sia pressoché invariato rispetto a marzo scorso. Tuttavia, la convergenza dell’inflazione resta condizionata ad uno stimolo monetario ancora assai ampio. Draghi ha parlato di mano ferma e dunque di stimolo invariato. In questo contesto di incertezza, la pazienza e la prudenza sono d’obbligo. Draghi si è spinto nel dire che la BCE è ‘pronta ad adattare lo stimolo monetario per reagire a qualunque restringimento indesiderato delle condizioni finanziarie che possa compromettere il ritorno dell’inflazione al target nel medio periodo’. L’incertezza sullo scenario macro rende la decisione sul futuro del programma di acquisto complessa. Certamente vi è meno urgenza di concludere gli acquisti. Tuttavia, va sottolineato che se pure in rallentamento la crescita rimane solida, come ha riconosciuto lo stesso Draghi, e il rischio deflazione è del tutto rientrato. Ci sembra probabile che il Consiglio si riservi di valutare il flusso dei dati nei prossimi mesi e di comunicare solo a fine luglio come intende procedere con gli acquisti dopo settembre”. “Riteniamo – continua l’analista di Intesa San Paolo – che a meno di un ulteriore rallentamento dei dati la BCE non prolungherà molto oltre fine 2018 primissimi mesi del 2019 il programma di acquisto titoli anche per ragioni tecniche: scarsità di carta acquistare in alcuni paesi membri. Piuttosto il Consiglio, per garantire condizioni monetarie ancora di ampio supporto, potrebbe rinforzare l’impegno a mantenere i tassi fermi ben oltre la fine degli acquisti. Del resto, i mercati nelle ultime settimane hanno spostato in avanti a metà 2019 il 1° rialzo del tasso sui depositi”. (PO / Roc)