Roma, 27 apr – Nel 2016 la quota dei consumi finali sul Pil si riduce leggermente (al 79,6% da 79,8% del 2015), ma si mantiene più elevata rispetto alla media dei 28 paesi Ue (76,3%) e ai principali paesi dell’area. La quota degli investimenti sale al 17,1%, confermandosi inferiore alla media europea (19,8%). Questi i dati presentato oggi dall’Istat nel rapporto ‘Noi Italia’. La quota di mercato dell’Italia sulle esportazioni mondiali di merci aumenta da 2,82% nel 2015 a 2,94% nel 2016 e il nostro Paese si colloca al quarto posto nella graduatoria europea. Cresce per il terzo anno consecutivo la presenza di operatori commerciali italiani nell’area Ue (oltre 158 mila). A livello territoriale, il contributo principale alle vendite italiane sui mercati esteri proviene dal Nord-ovest (39,4%, ma in riduzione per il secondo anno) e dal Nord-est (32,5%); la quota più contenuta è quella del Mezzogiorno (10,3%, sostanzialmente stabile da tre anni). Tra il 2010 e il 2016 la produttività del lavoro italiana è aumentata dello 0,8%, un ritmo decisamente inferiore a quello medio europeo (+6,1%) e dei principali paesi. Nel 2017 l’inflazione al consumo ha segnato il primo rialzo dopo tre anni di sostanziale invarianza. A livello territoriale, la dinamica dei prezzi al consumo risulta in linea con il dato nazionale nel Mezzogiorno e nel Centro; nel Nord-ovest e nel Nord-est se ne distanzia per un decimo di punto in meno e in più rispettivamente. A livello europeo, l’inflazione italiana si conferma inferiore a quella media dei paesi Ue per 4 decimi di punto, come nel 2016. Nel 2016 l’Italia è l’unico tra i paesi dell’Ue (+4,3% in media nei 28 paesi) a registrare ancora una caduta dei prezzi delle abitazioni, anche se l’intensità è più contenuta (-0,8% nel 2016 rispetto al -2,6% nel 2015). (red / BIG ITALY)