Trieste, 28 apr – Ma l’attenzione della delegazione cinese si è principalmente focalizzata sullo scalo giuliano e sulle opportunità di natura fiscale offerte dai punti franchi. In particolare le possibilità di stoccaggio e di lavorazione delle merci in un regime di free zone hanno interessato la vicesindaca Huang Fang, la quale ha chiesto alle istituzioni regionali presenti al tavolo di instaurare una linea di comunicazione diretta per poter sviluppare concretamente un rapporto di collaborazione. Da parte sua la Regione ha ricordato come proprio il porto di Trieste sia stato indicato quale scalo terminale della Via della Seta in virtù della sua posizione strategica e della crescita che ha registrato in questi ultimi anni (primo scalo in Italia per quantitativo totale di traffico). Inoltre, come valore aggiunto, è stato evidenziato il sistema integrato di università e ricerca che contraddistingue il territorio triestino e regionale. L’Authority ha sottolineato le potenzialità del traffico intermodale garantito dai collegamenti ferroviari che connettono il porto di Trieste con il Nord Europa, offrendo nei traffici con il Far East – attraverso il Canale di Suez – quattro giorni di navigazione in meno rispetto agli scali di Amburgo e Rotterdam. Infine il Comune di Trieste, ribadendo la qualità competitiva della triangolazione tra città, ricerca e portualità, ha esposto la competenza del municipio sul porto vecchio rimarcando le opportunità di sviluppo dell’area. La delegazione cinese ha poi proseguito la sua serie di incontri in regione visitando la sede della Overit a Tavagnacco. (BIG ITALY / red)