Berna, 19 giu – I consiglieri del CGIE in Svizzera Anna Rüdeberg-Pompei, Gianfranco Gazzola, Dino Nardi, Franco Narducci e Michele Schiavone, definiscono in una nota « assolutamente inaccettabile » il modo di procedere del ministero degli Affari esteri, se risultasse vera la notizia dell’accorpamento della sede consolare di Berna in cancelleria di rappresentanza, con affidamento della gestione del personale all’Ambasciata che dovrà così garantire ai cittadini almeno gli standard e l’erogazione dei servizi attuali, dal momento che «nessuna comunicazione ufficiale in tal senso è, sino ad ora, pervenuta all’Ambasciatore d’Italia in Svizzera e tantomeno alla delegazione dei cinque eletti nel C.G.I.E. Ancora una volta spiegano i consiglieri – si è deciso senza consultare, senza comunicare l’intenzione ai diretti interessati e ciò ci costringe a elevare una vibrata protesta in nome di tutti i cittadini italiani » . “La posizione di C.G.I.E. e dei Comites sulla rete consolare in Svizzera è sempre stata chiara e più volte ripetuta, anche con manifestazioni di fronte all’Ambasciata e ai Consolati”, si legge nella nota. “Il servizio erogato ai connazionali è, già da tempo, assolutamente carente. Il disbrigo di una qualsiasi pratica presso un Consolato o un’Agenzia comporta perdite di tempo, ritardi, inutili telefonate senza risposta. L’insoddisfazione è largamente diffusa e determina l’affermarsi di una pessima immagine del nostro Paese, soprattutto tra i più giovani italiani. Prima di procedere a tagli indiscriminati di sedi si dovrebbe pensare al miglioramento dei servizi, a una loro semplificazione e razionalizzazione per meglio venire incontro alle esigenze degli italiani che risiedono in Svizzera.
(SEGUE)