Fare un accordo di governo “non ho mai pensato che sarebbe stato facile, ma non pensavo che sarebbe stato impossibile. E’ vergognosa la maniera in cui tutti i partiti stanno pensando solo ai loro interessi. Non sono neanche venuti al tavolo. A questo punto per noi si deve tornare a votare, anche a giugno”. Luigi Di Maio si sfoga, nel giorno seguente all’uscita di Matteo Renzi, che è sembrato chiudere definitivamente a una eventuale intesa tra M5S e Pd. “Da una parte – dice Di Maio – abbiamo avuto Salvini che non ha voluto abbandonare il suo alleato incandidabile, Berlusconi, che tra l’altro se avesse preso i voti sufficienti per fare un governo col Pd avrebbe lasciato la coalizione nella notte tra il 4 e il 5 marzo. Dall’altra parte avevamo il Pd, che ha preso una clamorosa batosta e sembrava stare iniziando a capire qualcosa mettendo da parte Renzi. E invece…”. Quando al Pd, “ieri sera abbiamo addirittura visto Renzi riproporre una riforma costituzionale, anziché chiedere umilmente scusa ha attaccato me i 5Stelle chiudendo a ogni accordo. Certo che a un padre di famiglia serve un lavoro, ma se non lo trova per sei mesi, soprattutto dopo il jobs act, intanto che deve fare? Un contratto col Pd era l’ultima cosa che volevamo, ma c’era da mettere da mano a queste cose fatte da loro – dice il leader di M5S – Deve essere chiaro: stanno cercando a tutti i costi di fermare un governo del cambiamento. Rivendico di aver cercato un accordo con questo o con quello: siamo un movimento post-ideologico, che conta sui temi. A questo punto, per me non c’è altra soluzione, bisogna tornare a votare, anche se poi decide il presidente della Repubblica. Dico a Salvini, andiamo insieme a chiedere di tornare alle elezioni: facciamo scegliere ai cittadini tra rivoluzione e restaurazione”.
(Sis)