Roma, 3 mag – Sulla base dello scenario “mediano”, rileva l’Istat in un report sulle previsioni regionali della popolazione residente al 2065, si stima un lieve un calo della popolazione residente nei primi anni di previsione: dai 60,6 milioni al 1° gennaio 2017 (punto base delle previsioni) ai 60,5 milioni nel 2025 per un tasso di variazione medio annuo pari al -0,1 per mille. In una prospettiva di medio termine, invece, la diminuzione della popolazione risulta già molto più accentuata: da 60,5 milioni a 59,0 milioni tra il 2025 e il 2045, con un tasso di variazione medio annuo del -1,5 per mille. È nel lungo termine, tuttavia, che le conseguenze della dinamica demografica prevista nello scenario mediano sulla popolazione totale si fanno più importanti. Tra il 2045 e il 2065, infatti, la popolazione diminuirebbe di ulteriori 4,9 milioni, registrando una riduzione medio annua del 4,3 per mille. In tale ipotesi la popolazione totale ammonterebbe a 54,1 milioni nel 2065, con una perdita complessiva di 6,5 milioni di residenti rispetto a oggi.
Le previsioni demografiche sono, per definizione e costruzione, incerte e tale caratteristica è tanto più rilevante quanto più ci si allontana dall’anno base. La futura evoluzione della popolazione totale rispecchia in pieno tale principio di elevata incertezza già dopo pochi anni di previsione.
Nel 2025 l’intervallo di confidenza al 90% della popolazione totale (ovvero che il suo presunto valore cada tra due estremi con probabilità pari al 90%) oscilla tra 60 e 61,1 milioni. Venti anni più tardi è tra 55,3 e 62,9 milioni, mentre al termine del ciclo previsivo la forchetta va da 46,4 a 62 milioni di residenti.
Così, se nella condizione meno favorevole la popolazione può subire una perdita di 14,2 milioni tra il 2017 e il 2065, nell’altra non è nemmeno esclusa l’ipotesi di un suo possibile incremento, sebbene di non eccessiva entità (+1,4 milioni). Pur in un quadro di profonda incertezza sulla futura entità numerica, risulta altamente probabile che la popolazione possa subire una progressiva diminuzione. Infatti, non è esclusa l’eventualità che la dinamica demografica possa condurre a una popolazione nel 2065 più ampia di quella odierna, ma la probabilità empirica che ciò accada è molto bassa e pari al 9% (percentuale di casi favorevoli all’evento sul totale delle simulazioni condotte). (SEGUE)