Roma, 3 mag – Gli sforzi strutturali fatti dall’Italia per il 2018 “sono pari a zero, questi sono fatti che emergono dalle nostre previsioni e possiamo anche trarne delle conclusioni in termini di sorveglianza dei conti ma non è una lezione da trarre oggi, ne parleremo nel pacchetto di primavera”: le parole del commissario agli Affari economici Pierre Moscovici suonano come un duro monito che arriva dall’Europa verso il nostro Paese, nel giorno in cui la Commissione ha diffuso le stime di primavera. Moscovici non commenta l’andamento della politica italiana, ma esprime la speranza che il nostro Paese “resti al centro della zona euro e che continui a rispettare le regole concordate da tutti”. Secondo le stime della Commissione, dopo l’“accelerazione” registrata nel 2017 la nostra economia continuerà a crescere dell’1,5% nel 2018 mentre nel 2019 la crescita del Pil sarà limitata all’1,2% (nel Def è previsto +1,4%). Previsioni che pongono l’Italia all’ultimo posto tra i 28 per la crescita, la più bassa insieme a quella del Regno Unito. Il rapporto debito/pil invece calerà al 130,7% nel 2018 e al 129,7% nel 2019 (le stime del Governo sono rispettivamente 130,8% e 128%) e il deficit scenderà all’1,7% quest’anno mantenendo la stessa quota nel 2019 in un’Europa dove ora tutti i Paesi rispettano il tetto del 3% del deficit. (UE / SEGUE)