Roma, 20 giu – Nel 2007 l’Italia si è posizionata al terzo posto fra i Paesi europei in termini di progetti realizzati in Cina soprattutto nei settori della consulenza, dei servizi legali e nella produzione di macchinari industriali per un valore di oltre 500 milioni di euro, mentre è pari a 24 milioni di euro il flusso di investimenti effettuati dalle imprese ad Hong Kong. Forti sono le opportunità di investimento e radicamento per le imprese italiane in Cina e nella vicina Regione amministrativa speciale di Hong Kong grazie alle caratteristiche del modello “one country, two systems”. Questo il tema del seminario che si svolgerà il 23 giugno prossimo a Shanghai “Shanghai and Hong Kong investments – a mirroring perspective”, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana in Cina con la collaborazione dell’Economic and Trade Office (SHETO) e il Foreign Investment Development Board (FID) di Shanghai, un’occasione per fornire alle imprese italiane informazioni relative ai flussi commerciali e di investimento nella regione di Hong Kong e in Cina, e evidenziare le opportunità che possono derivare dalla complementarità, piuttosto che competizione, tra le due economie di riferimento. Circa 300 le aziende italiane stabilmente presenti a Hong Kong, di cui 36 operanti nel settore della meccanica e dell’ingegneria, e oltre 60 le società impegnate nella distribuzione. È però il retail, cioè l’apertura di negozi mono-marca italiani soprattutto nel settore dell’abbigliamento di lusso, la principale modalità utilizzata per investire nella regione. 2000 le imprese italiane presenti in Cina con una forte presenza di investimenti in progetti aziendali ad intero capitale straniero (produttivi e uffici di rappresentanza) dove a prevalere è la produzione di macchinari e di parti ed accessori per l’industria automobilistica. (SEGUE)