Roma, 4 mag – A sviluppare l’algoritmo che è riuscito a decodificare i segnali neurali del movimento delle braccia è stato un giovane dottorando, Matteo Filippini. Il sistema messo a punto ha ottenuto risultati eccezionali: l’algoritmo è stato in grado di prevedere con un livello di accuratezza vicino al 100% sia la direzione che la profondità del movimento che si intendeva effettuare.
Un successo che apre nuove frontiere sullo sviluppo di arti robot. “Il passo successivo – conferma Filippini – è utilizzare le informazioni che siamo riusciti a decodificare fin qui per far muovere un braccio robotico: in questo modo, ad esempio, individui tetraplegici potranno muovere una protesi controllandola attraverso i loro segnali neurali, come fosse un arto a tutti gli effetti”.
Matteo Filippini – il cui dottorato è finanziato da una borsa della Regione Emilia-Romagna – sta ora proseguendo i suoi studi in Australia, a Melbourne, grazie ad un progetto Marie Curie che coinvolge anche la Monash University.
La ricerca, pubblicata su Cell Reports, si intitola “Prediction of Reach Goals in Depth and Direction from the Parietal Cortex”. Gli autori sono Matteo Filippini, Rossella Breveglieri, Konstantinos Hadjidimitrakis, Annalisa Bosco e Patrizia Fattori.
(BIG ITALY / red)