Milano 4 mag – Con l’articolo in uscita oggi su Science, due scienziati e studiosi italiani del Dipartimento di Oncologia Sperimentale dell’Istituto Europeo di Oncologia e del Dipartimento di Oncologia ed Ematoncologia dell’Università degli studi di Milano, Giuseppe Testa e Luca Marelli, forniscono un importante contributo al dibattito sull’impatto sulla ricerca scientifica e sulla nostra vita del nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, noto come “General Data Protection Regulation” (GDPR), che entrerà in vigore il 25 maggio prossimo. Obiettivo del GDPR è armonizzare la legislazione in merito alla protezione dei dati personali all’interno dell’Unione Europea con il doppio intento di aumentare la tutela e il potere di controllo dei cittadini circa i propri dati personali da un lato, e di massimizzarne la circolazione dall’altro. Il regolamento affronta quindi un tema fondamentale, se si pensa a come la digitalizzazione attraversa oggi ogni aspetto della nostra vita quotidiana, a partire dal nostro bene più prezioso, la salute. I dati del nostro DNA sono la base per le terapie più innovative e sono il nutrimento della medicina personalizzata e di tutta la ricerca biomedica attuale. Cosa succederà alla ricerca scientifica a seguito della GDPR è dunque una domanda che ci riguarda tutti da vicino. (BIG ITALY / PO / red)