Roma, 4 mag – “Il ministro degli Esteri intervenga con la massima urgenza affinché il governo cinese accerti in tempi rapidi la verità sul caso di Valentino Sonzogni, bloccato in Cina dal 3 dicembre scorso”. E’ quanto scrive la senatrice di Forza Italia, Alessandra Gallone, in un’interrogazione al ministro degli Affari Esteri, al quale la parlamentare chiede anche se “siano stati attivati tutti gli strumenti di protezione diplomatica nei confronti dell’imprenditore bergamasco”. “La mia interrogazione – spiega la senatrice – si aggiunge a quella già presentata dal deputato bergamasco della Lega, Daniele Belotti. Siamo seriamente preoccupati per la situazione in cui si trova il nostro connazionale. Per questo, attivando un’azione sinergica, io e il collega della Lega abbiamo chiesto un incontro con il ministro degli Esteri, Angelino Alfano”. “Il nostro concittadino, originario di Villa d’Almè, in provincia di Bergamo – aggiunge la parlamentare di Forza Italia – è infatti bloccato in Cina, dove si trovava per una breve vacanza, a causa di un provvedimento disposto dal fisco cinese che gli attribuisce un’evasione di 4 milioni di euro per una società costituita attraverso una joint venture italo-cinese. L’imprenditore sarebbe vittima di una frode architettata da un cittadino cinese, al quale era stata data in gestione, all’insaputa di Sonzogni, la ditta che lo stesso cinquantenne aveva fondato nel 2005 con un cugino. L’imprenditore italiano, come lui stesso ha sempre affermato anche tramite i suoi legali, sarebbe stato truffato dai soci orientali. La società infatti, benché fallita nel 2008, risultava ancora sotto la sua responsabilità sebbene lui non ne fosse al corrente. Dalle notizie assunte – conclude la senatrice Gallone – risulta inoltre che in questi anni, sempre a sua insaputa, la società avrebbe continuato ad operare falsificando firme e bilanci e l’imprenditore bergamasco sarebbe venuto a conoscenza della situazione solo quando è stato fermato dalla polizia doganale dell’aeroporto di Pechino, che gli ha impedito di rientrare in Italia”.