A Roma, oggi, alle 17,30, presso la Galleria Alberto Sordi, l’Unicef inaugura la mostra “Ogni bambino e’ vita” di Ilvy Njiokiktjien, evento di lancio della campagna “Ogni bambino è vita” (Every Child Alive), promossa in occasione della Festa della mamma e che intende rilanciare in Italia e a livello globale l’impegno di sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere fondi a beneficio dei programmi per la sopravvivenza neonatale. La mostra ha per protagoniste le immagini che testimoniano straordinarie storie di sopravvivenza, catturate in Perù, Bangladesh, Mongolia e Mali dall’obiettivo della celebre fotografa olandese. La mostra rimarrà visibile al pubblico, gratuitamente, fino al 7 giugno, grazie alla collaborazione e al sostegno di Sorgente Group. In collaborazione con l’Unicef, Njiokiktjien ha visitato tre continenti per raccontare attraverso le sue immagini la grazia dei primi momenti di vita e mostrare che soluzioni semplici come acqua potabile, disinfettanti e antibiotici possono salvare la vita dei neonati. Njiokiktjien ha lavorato in molte parti del mondo, soprattutto in Africa. Come fotografa di notiziari e documentari, si occupa di attualità e di questioni sociali contemporanee.
L’IMPEGNO DELL’UNICEF – I suoi lavori sono apparsi su Der Spiegel, Telegraph Magazine, The New York Times e L’Espresso. Tra i vari riconoscimenti ricevuti, un premio Canon AFJ, un premio World Press Photo Multimedia nel 2012 con il corto Afrikaner Blood – incentrato su una storia di odio razziale istigato nei giovani adolescenti afrikaner da un veterano dell’esercito apartheid. La nascita è un momento straordinario e al tempo stesso il più delicato per la vita di un bambino. Ma i primi 28 giorni di un neonato sono anche i più pericolosi, soprattutto in alcune aree del mondo: circa metà di tutte le morti infantili (0-5 anni) avvengono proprio in questo primissimo periodo. Ogni anno nel mondo 2,6 milioni di neonati muoiono prima di compiere il loro primo mese di vita, 7.000 ogni giorno. Un milione di essi emette il primo e l’ultimo respiro poco dopo essere venuto alla luce. Eppure esistono misure (per lo più a basso costo) che consentirebbero di prevenire quasi tutte queste tragedie: ci sono le capacità e l’esperienza affinché il primo giorno di vita di un bimbo non diventi anche l’ultimo e UNICEF lavora affinché ogni mamma e ogni bambino, soprattutto i più vulnerabili, ricevano assistenza sanitaria pre e post natale di qualità, fin nei più remoti villaggi. La campagna ha il patrocinio di FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) e FNOPI (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche). (PO / red – 7 mag)