Scelgano i partiti, ma con responsabilità, tra queste due opzioni: un “governo neutrale” che duri fino a dicembre, varando la legge di bilancio e magari mettendo mano alla legge elettorale; oppure voto subito ma non in estate, semmai a ottobre. Al termine di un ennesimo infruttuoso giro di consultazioni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella mette i partiti politici di fronte alle proprie responsabilità. “Oggi – spiega dopo aver rammentato che dalle elezioni del 4 marzo nessuno è uscito con una maggioranza sufficiente a governare – ho chiesto alle varie forze politiche se vi fossero nuove possibilità di intesa, registrando che non ve ne sono. Non vi è alcuna possibilità di formare un governo con una maggioranza data da un accordo politico”. A questo punto, la prima cosa da fare, dice il Colle, è porre fine al governo Gentiloni, che di certo non ha i numeri nel nuovo Parlamento, così come non li avrebbe un governo composto solo dal centrodestra. “Un governo di minoranza condurrebbe alle elezioni e ritengo che sia più rispettoso che a portare alle elezioni sia un governo non di parte. In ogni caso il governo di Gentiloni, che ringrazio per il lavoro che sta svolgendo, ha esaurito la sua funzione e non può essere ulteriormente prorogato. E’ doveroso dar vita a un nuovo governo, non si può attendere oltre”. – In mancanza di intese per un esecutivo tecnico, allora, Mattarella propone quello che chiama “un governo neutrale” che potrebbe anche essere temporaneo, e che consenta di concedere ulteriore tempo alle forze politiche: “Dai partiti è giunto più volte la richiesta di tempo, può essere utile che si prendano ancora del tempo per far maturare una maggioranza politica, ma nel frattempo consentano col voto di fiducia che nasca un governo neutrale”. Poi, “laddove si formasse nei prossimi mesi una maggioranza questo governo si dimetterebbe per lasciar spazio a una maggioranza, altrimenti dovrebbe arrivare fino a dicembre per nuove elezioni”. In alternativa c’è il voto subito, che però evidentemente non è la soluzione migliore per Mattarella: “Sarebbe possibile votare in piena estate (Di Maio e Salvini avevano proposto l’8 luglio, ndr), ma si è sempre evitato perché in piena estate è più difficile esercitare il voto, e quindi si potrebbe fare in autunno, ma ci vuole il tempo per elaborare la manovra finanziaria per il prossimo anno, e ci sarebbe il rischio di esporre il Paese a manovre offensive di speculazioni. Inoltre con la attuale legge elettorale ci sarebbe poi il rischio del ripetersi della stessa situazione di mancanza di una maggioranza”. Fatte queste premesse, la palla passa ai partiti: “Scelgano loro, nelle sedi spettanti, se dare pienezza a un governo neutrale che duri fino a dicembre, o se tornare a nuove elezioni” considerando che “sarebbe la prima volta nella storia che una legislatura si chiude senza che sia nato un governo dal voto popolare”.
(Sis)