Roma, 9 mag – “La questione dei medici di medicina generale italiani operanti nei paesi dell’Unione Europea, in attesa di rientrare in Italia, potrebbe finire in contenzioso e mettere in discussione il punteggio tradizionalmente alto assegnato dalla convenzione alla residenza nella regione cui si riferisce la zona carente di volta in volta messa a bando”. Lo afferma Massimo Ungaro, deputato del Partito Democratico eletto nella circoscrizione Europa, depositando oggi l’interrogazione sul tema dei medici di medicina generale impiegati all’estero. “Faccio notare – prosegue Ungaro – come svariati Medici di Medicina Generale, cittadini italiani che vivono e lavorano in Europa rischiano di essere discriminati e il loro rientro in Italia ostacolato se gli fosse negato il generoso ‘punteggio residenza’ a causa della mancanza di una specifica norma esplicativa che li tuteli nell’accordo collettivo nazionale”. “Per queste ragioni – conclude Ungaro – ho presentato un’interrogazione ai Ministri della Sanità, degli Esteri e degli Affari Regionali del prossimo Governo affinché, nel rispetto della loro competenze, si facciano parte attiva verso la SISAC-Struttura interregionale Sanitari Convenzionati – per ottenere una nota esplicativa affinché si stabilisca che per gli iscritti AIRE nell’assegnazione dei punti residenza valga l’ultimo comune italiano di residenza, prima dell’iscrizione AIRE”. (Red)