Israele ha attaccato questa mattina dozzine di obiettivi iraniani in Siria in quella che l’esercito di Tel Aviv ha definito “la più grande offensiva verso paesi limitrofi degli ultimi decenni”. L’attacco giunge in risposta al lancio di 20 missili che, secondo il governo israeliano, sarebbero stato lanciati nella notte dagli avamposti iraniani in Siria verso le basi di Israele sulle alture del Golan. E’ la prima volta che Israele accusa direttamente l’Iran di attacchi diretti all’interno del proprio territorio. Il ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman ha assicurato che Israele “ha colpito quasi tutte le infrastrutture iraniane in Siria” in risposta ai missili lanciati sulle alture del Golan, nessuno dei quali è atterrato sul suolo israeliano. Lieberman ha detto che Israele “non consentirà all’Iran di trasformare la Siria in un proprio avamposto militare e che Tel Aviv, al contrario di Teheran, non ha intenzione di espandere ulteriormente la propria presenza militare nella zona. “Mi auguro che il capitolo sia già chiuso e che ognuno abbia recepito il messaggio” ha detto Lieberman, aggiungendo che Israele non vuole arrivare a una escalation ma “se piove su di noi, pioverà anche su di loro: l’Iran è davvero l’unico paese che rappresenta l’estremismo, non solo ideologicamente ma anche nella sua volontà di sacrificare i propri cittadini e il proprio futuro per questa stessa ideologia estremista”.
(Red)
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