Il vicepresidente della Camera Ettore Rosato., già capogruppo dem a Montecitorio, renziano, non pensa sia una buona idea la promozione di Maurizio Martina in assemblea, a cui il reggente chiederà le redini del Nazareno per “un anno di lavoro costituente” utile a rilanciare il Pd. Una proposta che, illustrata ieri su Repubblica, sarà formalizzata all’assise nazionale in programma sabato. Rosato, in una intervista allo stesso quotidiano, sostiene che il congresso, da fare in autunno, è “la soluzione più idonea per individuare la strada che deve imboccare il Pd. Del resto scegliere se provare a ricucire con Leu o cogliere le opportunità dell’alleanza tra destra e M55 sono temi da congresso”. Inoltre evidenzia che “sembra ragionevole che chi vuole candidarsi alla segreteria lo faccia alle primarie: l’unico strumento che consente di intavolare un dibattito più ampio con i iscritti e militanti, di confrontare le linee politiche e di avviare una discussione – su questo concordo con Martina – che non sia per correnti, ma larga sui temi”. E aggiunge: “Non capisco questa paura del congresso: facciamolo con buon senso, utilizziamo i mesi estivi che abbiamo davanti, le nostre Feste dell’Unità, per parlare dei problemi del Paese, per coinvolgere la nostra base e aprire una fase di rilancio del partito”. E avverte: “L’avvitamento eccessivo sulla nostra vita interna ci ha già fatto perdere fin troppa credibilità. Le infinite discussioni sulle divisioni del Pd hanno sottratto spazio ed energie ai temi che interessano gli italiani. È ora di smetterla”. I candidati al congresso? Guerini, Delrio? “C’è tempo per una riflessione sui candidati, prima dobbiamo discutere della nostra identità, del ruolo che il Pd deve svolgere anche rispetto al modo di fare opposizione. Sta per vedere la luce un governo di destra, reazionario e sfascista: mi concentrerei di più sulle azioni per combatterlo”. (red)